Ombra nel buio

In questa categoria inserirò tutti i numeri della nostra rivista mensile “Ombra nel Buio” in formato PDF che potrete trovare nella categoria che prende lo stesso nome.

Buona Lettura!!!

Periodo Sengoku – La sottomissione di Shikoku – 四国平定 Shikoku heitei

La sottomissione di Shikoku (四国平定 Shikoku heitei) avvenne nel 1585 quando Toyotomi Hideyoshi decise di sottomettere la più piccola isola del Giappone, Shikoku, che era governata da Chōsokabe Motochika.

La sottomissione dell’isola fu inizialmente psicologica. Hideyoshi fece circolare la voce sull’isola dalle sue spie che un’invasione era imminente così l’allarmato Motochika inviò a Osaka dei messaggeri per capire la verità. Questi messaggeri tornarono con una proposta. Motochika doveva arrendersi e sottomettersi ai Toyotomi, che in cambio gli avrebbe lasciato governare la provincia di Tosa. Motochika, che aveva impiegato circa 25 anni per sottomettere l’intera isola, rifiutò sdegnato. Quindi le armate iniziarono a muoversi.

Durante l’invasione le forze di Hideyoshi fu divisa in tre armate. La prima, guidata da Hashiba Hidenaga e Hashiba Hidetsugu, consisteva i 60.000 uomini e assaltò le province di Awa e Tosa avvicinandosi attraverso l’isola di Akashi. La seconda armata guidata da Ukita Hideie era composta di 23.000 uomini e si diresse contro la provincia di Sanuki. L’altra armata di 30.000 uomini guidati da Mōri Terumoto, Kobayakawa Takakage e Kikkawa Motonaga sbarcarono sulla provincia di Iyo. In totale ci vollero 600 grandi navi e 103 più piccole per trasportare l’esercito di Hideyoshi a Shikoku.

Mōri Terumoto - Wikipedia
Mōri Terumoto 毛利 輝元; (Aki, 4 febbraio 1553 – 2 giugno 1625)

Nonostante le enormi dimensioni dell’esercito di Hideyoshi e i suggerimenti dei suoi consiglieri, Motochika scelse di combattere per difendere i suoi territori. Le battaglie culminarono nell’assedio del castello di Ichinomiya, che durò per 26 giorni. Motochika fece un timido tentativo di liberare il suo castello dall’assedio, ma alla fine mediò con Hideyoshi la sua resa. Le condizioni restarono generose per Motochika a cui fu permesso di mantenere la provincia di Tosa, mentre il resto di Shikoku venne diviso tra i generali di Hideyoshi.

La sottomissione di Kyūshū (九州平定 Kyūshū heitei) avvenne tra dal 1586 al 1587 in Giappone durante il periodo Sengoku. 

Toyotomi Hodeyoshi, che controllava a quel tempo gran parte del Giappone, decise di sottomettere l’isola di Kyūshū che era governata quasi interamente dal Clan Shimazu e dai suoi vassalli.

Invasione dell’isola

Nel 1586 il Clan Shimazu* aveva portato a termine la conquista di gran parte dell’isola di Kyūshū. Venuti a conoscenza dei piani di Hideyoshi di invadere l’isola, si ritirarono dall’assedio del castello di Tachibana, ripiegando gran parte delle loro forze nella provincia di Higo, mentre le restanti armate rimasero nella provincia di Bungo. Li conquistarono il castello di Funai dal Clan Ōtomo** e si prepararono per l’invasione.

Japanese Crest maru ni jyuji.svg
 Mon del clan Shimazu

Gli Ōtomo erano supportati dagli eserciti di Sengoku Hidehisa e Chōsokabe Motochika, un importante signore di Shikoku che era stato sconfitto da Hideyoshi l’anno precedente, e del quale si era messo al servizio. Anche se la provincia di Bungo alla fine cadde interamente sotto il controllo degli Shimazu, i generali avversari indebolirono le truppe di Satsuma, in preparazione dell’arrivo degli eserciti di Hideyoshi e di quelli del Clan Mōri, un altro alleato dei Toyotomi. Shimazu Iehisa subì ingenti perdite per mano dei Chōsokabe nella battaglia di Hetsugigawa in quell’anno. In seguito Iehisa inseguì gli Ōtomo al castello di Usuki, ma una volta che Hideyoshi e suo fratello Hidenaga misero piede sull’isola gli Shimazu furono costretti a ritirarsi.

Japanese Crest daki Gyouyou.svg
 Mon del clan Ōtomo

Hidenaga sbarcò a sud di Bungo, attaccando gli Shimazu a Takajō, sulla costa orientale di Kyūshū, nel 1587. Nel frattempo Hideyoshi portò le proprie forze lungo una rotta più occidentale, attaccando il castello di Ganjaku nella provincia di Chikuzen, che era controllato dal Clan Akizuki***. Con la sconfitta dei vassalli Shimazu nel nord dell’isola tutte le armate Toyotomi si diressero verso la provincia di Satsuma.

Mon Akizuki.jpg
 Mon del clan Akizuki

Alla fine le due forze Toyotomi si incontrarono con l’intenzione di assaltare il castello roccaforte degli Shimazu a Kagoshima se quest’ultimi non si fossero ancora arresi. Tuttavia Shimazu Yoshihisa si sottomise all’autorità di Hideyoshi e risparmiò l’assedio. Dopo essersi assicurato il dominio sull’isola Hideyoshi era ora libero di spostare la sua attenzione sul Clan Hōjō**** del Kantō, l’ultimo grande clan che ancora si opponeva al suo dominio.

北条早雲が育てた小田原の城下町 | 楽しくわかりやすい!?歴史ブログ
Mon del Clan Hōjō

Hideyoshi fece dell’isola di Kyūshū il porto principale per l’invasione della Corea.

*Shimazu (島津氏) era il nome della famiglia cui appartenevano i Daimyō dello han di Satsuma, che si estendeva sulle province di Satsuma, Ōsumi e Hyūga, in Giappone.

**Il Clan Ōtomo (大友氏 Ōtomo-shi) fu un potente Clan di Samurai del Giappone medievale durante l’epoca Sengoku e dominò principalmente nell’isola di Kyūshū.

*** Il Clan Akizuki (秋月氏 Akizuki-shi) fu un Clan del periodo feudale in Giappone che dichiarava la propria discendenza da Achi no Omi.

**** Il Clan Hōjō (北条氏 Hōjō-uji) fu una influente famiglia di reggenti (shikken) dello shogunato di Kamakura. Loro capostipite fu Tokiie, discendente del Clan Taira, la cui famiglia prese poi il nome dal villaggio di Hōjō nella provincia di Izu, che verso la fine del Periodo Heian era il feudo della famiglia.

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Canale Youtube Kuro Kumo Ryu Ninjutsu – Ko Shin Kai Honbū Dōjō 1° Trofeo Europeo Ko Shin Kai Honbū Dōjō

Ohayo gozaimasu! Questo è il canale in cui verranno postati i video riguardanti il 1° Torneo Ko Shin Kai Honbū Dōjō ISCRIVETEVI!!!Ohayo gozaimasu! This is the channel where the videos regarding the 1st Ko Shin Kai Honbū Dōjō Tournament will be posted SIGN UP!!!¡Ohayo gozaimasu! Este es el canal donde se publicarán los videos sobre el 1er Torneo Ko Shin Kai Honbū Dōjō. INSCRIBIRSE!!! Ohayōgozaimasu! Dai 1-kai hikari shingai honbu dōjō taikai no dōga o keisai suru chan’nerudesu. Sain’appu!!!おはようございます! 第1回光新会本部道場大会の動画を掲載するチャンネルです。サインアップ!!!

https://www.youtube.com/channel/UCR92B1oQDnVpVL46S-CTiUQ

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Avviso Importante! Anche la JKD MASAYUME DOJO si unisce alla Ko Shin Kai Honbû Dôjô!

Ringrazio Massimo “Max” Gitto 6° Duan (Dan) Jeet Kune Do e Fabrizio Innocenzi 3° Duan Jeet Kune Do.Massimo Gitto, profondo conoscitore del sistema “Atemi waza” (Disciplina integrata nel programma della Kuro Kumo Ryu Ninjutsu come Daken Taijutsu) è stato in Giappone per studiare la disciplina dei colpi sui punti nevralgici portandola in Italia. Inutile dire che abbiamo parlato dei nostri comuni studi trovando un filo conduttore importante che svilupperemo in futuro!

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Comunicato : Anche il M° Gian Piero Costabile si unisce alla Ko Shin Kai Honbū Dōjō!!!

Nasce come un’idea, un sogno quasi utopistico, unire tante realtà Marziali unendo Maestri di alto livello per perseguire un unico intento, promuovere le antiche Tradizioni Marziali e promuoversi per poter far conoscere al grande pubblico il vero valore inestimabile di tutte le Scuole più importanti del panorama italiano, così nasce la Ko Shin Kai Honbū Dōjō

Oggi è con grande onore che comunico la partecipazione del Maestro ed amico Gian Piero Costabile a cui porgo i miei più sinceri ringraziamenti

Il Maestro cosentino Gianpiero Costabile riconosciuto in Giappone dal  prestigioso "Soke Michio Takase" - COSENZA 2.0

CHI E’ IL MAESTRO GIAN PIERO COSTABILE
Il Maestro Gian Piero Costabile nasce a Cosenza. All’ età di 7 anni per puro caso si trova un libro di
Difesa personale tra le mani” La più Micidiale Difesa Personale”. Questo libro fa scattare nella mente
del Maestro Costabile quella molla necessaria per farlo andare avanti nella ricerca di questo
affascinante mondo che sono le “Arti Marziali” La storia comincia da quel libro. Stiamo parlando del
1965, quando ancora le Arti Marziali erano per lo più dei tabù in Italia. A sette anni ricorda il Maestro
Costabile, frequentava la seconda elementare, oltre a studiare a scuola parallelamente studiava queste
tecniche che trovava sui libri, li provava e riprovava, ed inoltre teoricamente cominciava a capire
questo mondo particolare delle Arti Marziali. Qualche anno dopo il Maestro Costabile decise di
cominciare a fare le cose seriamente, e quindi una volta maggiorenne comincia a viaggiare per l’Italia
incontrando i migliori Maestri di quest’arte, allenandosi con loro e facendo tanta esperienza. Ma è in
America nel 1982 che si specializza e si perfeziona in alcune Arti Marziali. Qui incontra i migliori
esperti di diverse discipline Marziali, quali il Karate, il Ninpo/Ninjutsu, la Kick Boxing, il Kung Fu.
Si allena con personaggi famosi, ricevendo sempre molti complimenti per il lavoro fatto. Dal 1975 al
1985 Partecipa a numerose gare regionali e nazionali ed internazionali distinguendosi sempre nei
primi posti sia nel Kumite che nei Kata. Dopo aver calcato i Tatami di tutta Italia e non solo a livello
agonistico decide che era giunto il momento di proiettare tutte queste nozioni ad un gruppo di ragazzi
suoi coetanei, e nel 1985 fa nascere la Società Sportiva “Accademia Karate Cosenza”. Oggi
Associazione Dilettantistica, segue tutto l’iter federale facendo corsi regionali e nazionali e di
specializzazione sulle varie metodologie di allenamento rivolte al karate e alle arti marziali,
superando gli esami sempre con ottimi risultati. L’Associazione Sportiva Dilettantistica
‘ACCADEMIA KARATE COSENZA dal 1985 ad oggi sforna numerosissimi Atleti di profilo
nazionale ed internazionale, cinture nere, arbitri, Istruttori, quest’anno il 2019, sono trentaquattro anni
continuativi che la Società Sportiva è nel mondo dello Sport e delle Arti Marziali, in particolare nel
Karate in cui ha maturato una grande esperienza nell’ambito agonistico, vantando un palmares di gare
vinte, con i suoi atleti, di vero prestigio. Nel 2002 La Società Sportiva Dilettantistica “Accademia
Karate Cosenza”, ha dato un notevole contributo insieme ad altre società sportive calabresi al
movimento sportivo “KARATE CALABRIA PER IL MONDO”. La Società Sportiva Dilettantistica
“Accademia Karate Cosenza”, pur conservando una spiccata predisposizione alla preparazione
agonistica, non trascura gli amatori e/o gli appassionati e l’aspetto ludico per gli atleti da Avviare allo
Sport, una rinomata cordialità, affidabilità e professionalità fanno ben capire perché questa
Associazione sportiva vanta un buon accredito in ambiti Federali, Sportivi e dal C.O.N.I. Molti dei
suoi allievi oggi hanno avuto la possibilità di potersi a loro volta aprirsi delle società sportive. Nel
2006 il Maestro Gian Piero Costabile dopo oltre 40 anni dedicati con passione ed abnegazione per lo
sport e per le Arti Marziali corona il suo sogno nel cassetto di scrivere un libro sul karate “APPUNTI
PRATICI SUI KATA DEL KARATE LO STILE SHITO RYU” edito dalla casa editrice” AGENDA”
di Cosenza. Lo stesso anno giorno 15 Giugno 2006, è stato premiato con una Benemerenza Sportiva
nel salone di rappresentanza del Comune di Cosenza davanti alle autorità della sua Città di Nascita.
Sempre nel 2006 il Maestro Costabile al Centro Olimpico Federale di Roma discute una
interessantissima tesi “In un contesto di disagio, emarginazione e gravi devianze, che coinvolgono in
misura rilevante specialmente i giovanissimi ed i più deboli, illustrate qual è, a vostro avviso, il valore,
il significato ed il ruolo dello Sport nella società civile contemporanea. Più specificamente, dimostrate
e documentate -alla luce delle vostre esperienze personali- come la pratica delle disciplina sportiva
del Karate secondo l’approccio culturale e metodologico CONI/FIJLKAM, sia a livello educativo e
formativo (da 5 a 15 anni), sia a livello amatoriale, sia a livello agonistico, “assuma un grande rilievo
culturale e sociale perché offre ai praticanti un concreto strumento educativo e, quindi, un percorso
formativo in grado di potenziare l’organismo, salvaguardare la salute e, perciò, aiutare lo sviluppo di
una personalità equilibrata e responsabile e, non ultimo, facilitare il ricupero di quanti necessitano di
particolari vie di reinserimento sociale “La tesi discussa davanti alla commissione Nazionale di Esami
della Fijlkam-Coni lo proclama 6° Dan uno dei massimi livelli del Karate Italiano. Siamo nel 2012
ed oltre aver conseguito la qualifica di Dirigente Sportivo di 2° livello è da pochi giorni arrivata la
lettera dell’ex Presidente del Coni Petrucci che proclama il Maestro Costabile con un’alta
onorificenza sportiva “Medaglia di Bronzo all’attività sportiva e dirigenziale”. Nell’anno 2016
conclude presso l’Università della Calabria un Corso di 24 lezioni di Lingua Giapponese Elementare
con la Docente Mayuko Fukakusa. Nel Novembre 2019 partecipa a tre Master Online della
Prestigiosa Università Giapponese “KEIO”.
1) JAPANESE CULTURE THROUGH RARE BOOKS (14 NOVEMBRE 2019).
2) SINO-JAPANESE INTERACTION THROUGH RARE BOOKS (12 DICEMBRE 2019).
3) THE ART OF WASHI PAPER IN JAPANESE RARE BOOKS (16.01.2020).
Nel 2017 il Maestro Costabile data la sua lungimiranza e dal suo grande bagaglio tecnico nell’arte del
Karate Do Stile Shito Ryu, entra a far parte di una grande Organizzazione Internazionale di Arti
Marziali “ALL JAPAN BUDO ASSOCIATION”, conoscendo delle persone meravigliose nel campo
delle Arti Marziali, Il Maestro Andrea Bonfatti, il Presidente Mladen Burazerović, il Maestro
Hidearu Ishi, solo per citarne alcuni ed è in questa Federazione Mondiale che il Maestro Costabile
riceve delle cariche prestigiose che lo stimolano ad andare avanti in questa affascinante disciplina
marziale del Karate Do. Nel Luglio del 2018 Il Maestro Costabile Gian Piero riceve un incarico di
Consulente e Docente nella Prestigiosa Università Calabrese “Federiciana Università Popolare” nel
Dipartimento di Medicina Energetica, Psicosomatica e Quantistica che ricopre tutt’ora. Nel 2018
riceve l’alta carica di “SHIHAN”. E Responsabile Italiano di Karate Do per lo Stile Shito Ryu.
Successivamente nell’anno 2019 partecipa al Seminario Nazionale a Bologna impartendo lezioni
mirate sui Kata Shito Ryu e sul Kumite sportivo. Nel Maggio 2019 a Belgrado nella cena di gala del
1° Seminario Mondiale di Arti Marziali, il Maestro Gian Piero Costabile riceve dalle mani di un
grande Maestro di Karate Shito Ryu Hidearu Ishi 10° Dan. Il grado di 7° Dan per la dedizione e lo
sviluppo del Karate Do Shito Ryu in Italia e nel Mondo, e sempre nello stesso anno viene riconosciuto
anche 7° Dan di Karate Do Shito Ryu da una prestigiosa Federazione Inglese la “BUSHI KOBU
JUTSU KYOKAI” da DaiShihan Kevin O’Connor. Siamo nell’anno 2020 il Maestro Costabile
diventa membro di una prestigiosa organizzazione mondiale no- profit e non governativa con la
qualifica di Instrctor della IPO (International Police Organization) facendo subito dei corsi mirati:
1) INVESTIGATIVE & FORENSIC CRIMINOLOGY.
2) PREVENTION OF NARCOTIC SUBSTANCES USE.
3) CRIMINAL PSYCHOLOGY & FORENNSINCS TECHNOLOGY.
4) INTELLINGENCE AND CRIMINALITY.
5) MILITARY INTELLIGENCE & TERRORISM.
6) MASTER II LEVEL FORENSIC SCIENCES INVESTIGATIVE CRIMINOLOGY &
INTELLIGENCE.
7) COORDINATORE PER L’ITALIA CCIO (Counter Crime Intelligence Organization).
8) ISCRITTO ALL’ALBO NAZIONALE ITALIANO FORENSICS GROUP NUMERO 0034 COME
“CRIME ANALYST.

KARATE | Accademia delle Arti Marziali


Sempre nel 2020 dopo ventuno anni di Federazione Genbukan, decide di uscirne aprendo un gruppo
di studio sul Daito Ryu Aikijujutsu disciplina marziale che lo ha sempre attratto e che ha praticato in
passato per 10 anni, ricevendo tantissimi complimenti dal Soke del Daito Ryu Aikijujutsu per l’ottimo
lavoro svolto e viene riconosciuto direttamente dalla scuola Giapponese con un alto grado.
Maestro Gian Piero Costabile/Curriculum Sportivo Tecnico:
CONI – COMITATO PROVINCIALE COSENZA
1) Provveditorato agli studi di Cosenza. Seminario provinciale per Educatori Sportivi – Cosenza
Ottobre 2000.
2) Corso Provinciale Istruttori giovanili Cosenza Dicembre 2003/gennaio 2004
3) Seminario Provinciale d’informazione per Dirigenti Sportivi –Cosenza 20.11.2005.
4) Seminario Provinciale per Istruttori Giovanili – Cosenza 25.11.2005.
5) Corso monotematico per Dirigenti e Istruttori – l’allenamento giovanile. Il carico di lavoro
durante il processo evolutivo –Metodologia e didattica. Cosenza 11.11.2006.
6) Corso monotematico per dirigenti e Istruttori – Elementi di organizzazione e gestione di
un’associazione sportiva. Cosenza 11.11.2006.
7) Corso monotematico per Dirigenti e Istruttori, dinamica e fenomenologia di gruppo: la
comunicazione e il ruolo dell’istruttore al suo interno. Cosenza 25.11.2006
8) Corso monotematico per Dirigenti e Istruttori – L’alimentazione nell’età dell’infanzia e della
preadolescenza: funzione dei nutrienti di base. Cosenza 25.11.2006.
CONI – COMITATO PROVINCIALE DI COSENZA – PROVINCIA DI COSENZA –
9) Diploma di Benemerenza Sportiva. Cosenza 15.06.2006
10) Attestato di Benemerenza sportiva – Giornata dello Sport – Cultura –Sociale. Cosenza
10.06.2017
CONI – SCUOLA DELLO SPORT REGIONALE – CALABRIA –
11) Corso Insegnanti Tecnici Karate 1° Livello e 2° Livello – Reggio Calabria Giugno 1994.
12) Corso Dirigenti Sportivi 1° livello – Cosenza 27.09.2011 –4,11,18, 25.11.2011.
13) Corso per Dirigenti Sportivi – 2° Livello – Cosenza 31.10.2012 –7,9,14,16,21,23 novembre
2012.
14) Seminario “La forza al Femminile” Cosenza 14.07.2017.
ISTITUTO COMPRENSIVO COSENZA TERZO VIA NEGRONI
– Progetto sport a scuola nella disciplina del Karate. Cosenza 2001.
DELEGAZIONE REGIONALE PER IL FRIULI VENEZIA GIULIA – CONI TRIESTE
15) Raduno Nazionale per Istruttori dei Centri di Avviamento allo Sport del Karate e del
Taekwondo. Tarvisio 28.08. /01.09.1989.
COMITATO OLIMPICO NAZIONALE ITALIANO
16) Stella di bronzo al merito sportivo (Coni Nazionale) Roma 30.10.2012.
Karate (FIJLKAM-CONI): Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali
Comitato Olimpico Nazionale Italiano.
LICENZA FEDERALE N°339693 – FIJLKAM-C.O.N.I.
QUALIFICA ASP. ISTRUTTORE KARATE (1983).
ISTRUTTORE KARATE (1986).
MAESTRO KARATE (1991).
C. NERA 1° DAN (1983).
C. NERA 2° DAN (1985).
C. NERA 3° DAN (1988).
C. NERA 4° DAN (1992).
C. NERA 5° DAN (1997).
6° DAN FIJLKAM-CONI (2006) CENTRO OLIMPICO FEDERALE ROMA.
Pubblicazione dei Libri:
1) “APPUNTI PRATICI SUI KATA DEL KARATE LO STILE SHITO RYU” edito dalla casa
editrice “AGENDA” di Cosenza. Ottobre 2006.
2) “APPUNTI PRATICI SUL BUDO” edito da “AMAZON” (Luglio 2020)
3) “I KATA DELLO STILE SHITO RYU” edito da “AMAZON” (Agosto 2020)
4) “I CASTELLI GIAPPONESI” edito da Amazon (Ottobre 2020).
5) I KATA DELLO SHITO RYU-I KATA SUPERIORI edito da Amazon (Novembre 2020).
6) “I GUERRIERI SHINOBI: TRA STORIA E LEGGENDA “edito da Amazon Autori Gian
Piero Costabile e Alberto Bergamini (Gennaio 2021)

Arrivato il libro “I Guerrieri Shinobi, tra storia e leggenda” |


FEDERAZIONE INTERNAZIONALE GIAPPONESE ALL JAPAN BUDO ASSOCIATION
Nomina di “Shihan” (alto livello per il Karate-Do).
– Prefettura di Okayama-ken 06.06.2018. – Responsabile Italiano dello Stile di Karate Shito Ryu. –
Prefettura di Okayama-ken 06.06.2018.
– Diploma di 7° Dan di Karate Shito Ryu Karate Do (Belgrado Serbia 18.05.2019)
-Diploma 7° Dan BUSHI KOBU JUTSU KYOKAI” 2020
– Abilitazione all’insegnamento del Metodo Globale autodifesa (M.G.A.) 2° Livello – Lamezia
Terme 17.09.2000. (FIJLKAM-CONI).
Croce Rossa Italiana
1) Attestato esecutore BLSD-CRI. Cosenza 23.02.2014
2) Corso esecutore rianimazione cardiopolmonare e defibrillazione (BLSD) in età adulta e
pediatrica (“FULL D”) per la popolazione. Cosenza 17.01.2016.
ENTI NAZIONALI DI PROMOZIONE SPORTIVA
Associazione Centri Sportivi Italiani (ACSI-CONI):
(Non fa parte più dell’ACSI).
– Nomina Nazionale Responsabile di Stile Shito Ryu Karate Do.
Centri Sportivi Aziendali Industriali (CSAIN-CONI):
(Non fa parte più dello CSAIN)
– Responsabile Regionale Settore Arti Marziali. – Responsabile Regionale Settore Jujitsu
– Maestro di Jujitsu – Cintura Nera 4° Dan di Jujitsu
CENTRO SPORTIVO EDUCATIVO NAZIONALE – CSEN-CONI:
(Non fa parte più dello CSEN)
– 4° DAN JUJUTSU
U.S.ACLI – CONI (Responsabile Regionale Settore Jujutsu/Ninjutsu).
U.S.ACLI – CONI (5° DAN JUJUTSU)
5° Dan Shihandai Daito Ryu Aikijujutsu Federazione Mondiale Renshinkan.
Soke Michio Takase.
NINPO/NINJUTSU/JUJUTSU GENBUKAN NINPO BUGEI FEDERATION/KOKUSAI
JUJUTSU RENMEI.
(Non fa parte più della Genbukan).
Qualifiche ufficiali Ninpo/Ninjutsu – Jujutsu e Ryu-Ha (scuole antiche)
– 4° Dan JUJUTSU (YONDAN)
– 3°Dan (SANDAN) NINPO/NINJUTSU
– SHODEN MENKYO “SHINDEN FUDO RYU DAKEN TAIJUTSU” TANEMURA HA.
– SHODEN MENKYO “TENSHIN HYOHO KUKISHIN RYU JUJUTSU”.
– SHODEN MENKYO” HONTAI KIJIN CHOSUI RYU “.
– SHODEN MENKYO “DAITO RYU AIKI JUJUTSU”
– SHODAN MENKYO “MUGEN SHINTO RYU IAIJUTSU”
– KIRIGAMI “MUGEN SHINTO RYU IAIJUTSU”
Iaido/Iaijutsu/Kenjutsu/Kumitachi/Battodo:
Insegnante di Iaido Mugai Ryu (l’arte di estrarre velocemente la Katana.) Referente per la
Regione Calabria della Iaido Academy Italia. 1° Dan.
Shuriken Jutsu:
Insegnante e Leader del Gruppo Keikokai Cosenza
Della Scuola Mondiale Meifu Shinkage Ryu di Soke Otsuka.
– Tecnico Nazionale di 1° livello G.P.S. (Ginnastica Posturale Sensoriale) U.S.ACLI-CONI
– Tecnico Nazionale di 3° livello Jujitsu U.S.ACLI-CONI.
– SHIDOSHI-HO YONDAN (4° DAN) Bujinkan Ninjutsu/Budo Taijutsu
(Riconosciuto direttamente da Soke Maasaki Hatsumi).

International Martial Arts Seminar


DENSHO E MAKIMONO:
La mia passione per le Arti Marziali e i tantissimi viaggi all’estero specie in Inghilterra, mi hanno
portato ad acquisire una delle tecniche più rinomate e importanti della Cultura Giapponese, la
costruzione dei Densho e dei Makimono, dopo tanti anni di tirocinio e di sacrifici finalmente ho
acquisito questa tecnica originale, ci sono pochissime persone al mondo che usano questa tecnica. Per
me che ho questa passione per le Arti Marziali e per la cultura giapponese non può essere che un
ennesimo riconoscimento da parte di tante persone che quotidianamente mi chiedono notizie in
merito. Continuo ancora oggi dopo tanti anni a esercitarmi in questa tecnica non facile, ma sono molto
orgoglioso di questa mia nuova acquisizione tecnica.
1) Dir. Tecnico ASD ACCADEMIA KARATE COSENZA (FIJLKAM-CONI).
2) Dir Tecnico ASD SENSHIN DOJO.
PALESTRA: HEDONISM FITNESS E BENESSERE VIA PANEBIANCO,452 – COSENZA – A fianco Italiana Hotels
di fronte città dei ragazzi Per Informazioni: Shihan Gian Piero Costabile gianpiero.costabile@hotmail.com
Tel.392-2499756

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Comunicazione ASD Budokan Arezzo Ko Shin Kai

Comunico che alla ASD Budokan Arezzo – Sede Caposcuola Ko Shin kai Ju Jitsu e Centro Nazionale Istruttori, diretta emanazione della Kuro Kumo Ryu Ninjutsu/Bujutsu e gestita dal M°Lucio Piccioli, rappresentante per l’Italia presso METOD RU – realni aikido – Rappresentante per l’Italia presso A.R.I. – AIKIDO REALE ITALIA – associazione italiana difesa personale le lezioni si svolgono regolarmente in qualità di FORMAZIONE AGONISTI.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante testo
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Mutō-Dori 無 刀 捕 – Terza parte

 Il primo punto in comune al momento di avvicinarsi al livello di “Mutô dori” “無 刀 捕” in un “Koryû” consiste in un profondo dominio di comprensione e una conoscenza totale della biomeccanica del corpo e del tipo di movimento specificato in una specifica Koryû.

Ciò richiede una particolare flessibilità, non solo intesa come corporea,  ma nello stato psicologico ed emotivo del praticante. L’adattabilità deve essere manifesta e chiara nella sua mente e nel suo cuore, e questo si riflette attraverso la flessibilità del suo “Taijutsu” (体 術 Arte del movimento del corpo), inoltre deve possedere la capacità di adattarsi al momento, al luogo e al nemico, ma soprattutto la capacità di adattarsi a se stesso. Questo si ottiene tramite flessibilità interiore; la flessibilità infatti è un punto vitale nella pratica del “Mutô dori”.

Questo punto è di vitale importanza per esprimere che una Koryû” rappresenta un presupposto; il movimento deve nascondere gli spostamenti del corpo adottando quindi una posizione comune per nascondere tutti i movimenti e le posizioni (Kamae; 構) o gli atteggiamenti corporei (Kurai; 位) che si possono trovare nelle correnti classiche del combattimento giapponese.

È importante ricordare che tutto questo è stato creato sul campo di battaglia e deve essere compreso e per essere in grado di portare a termine il peso della classica armatura “Yoroi kumiuchi” (鎧 铠 组 打), e ovviamente coltivare lo stesso livello e linea di movimento senza che questo peso possa gravare sul corpo. Non si deve utilizzare la forza muscolare bensì il controllo profondo del movimento di tutto il corpo.

Storia del Ju-Jutsu – Palestra Oasi | Inyokai dojo – Arti marziali Perugia  – Yoga Pilates Foligno

È necessaria la metabolizzazione assoluta  di tutte le Kamae ed i movimenti nelle tecniche  per eliminare ogni segnale o riflesso del movimento fisico e dell’intenzione mentale o emotiva di fronte a un avversario armato. Il praticante deve fare si che i suoi movimenti scompaiano  non lasciando alcuna traccia fisica, né psichica ai sensi o all’intuizione del nemico armato.

Questi argomenti che riguardano la necessarietà del privare l’avversario dei segnali di movimenti e spostamenti di peso del corpo,  possono essere ritrovati in diverse correnti marziali e in diversi concetti tradizionali usati dai maestri nella trasmissione, come ad esempio: “Musoku no hô” (無 足 之 法) che può essere interpretato come “Metodo di spostamento senza gambe”, “Musoku-nin” (無 足 人) che può essere interpretato come “persone senza gambe”, “Kagefumi” (影 踏 み) può essere interpretato come “passo d’ombra”, “Mizudori no ashi” (水鳥 足) potrebbe essere interpretato come “i piedi dell’uccello nell’acqua”, “Kieru Ugoki” (消 え る 動 き) potrebbe essere interpretato come “Per spegnere il movimento” oppure possiamo semplicemente riconoscere questo concetto nel nome della corrente, perché la sua cultura e arte del movimento si basa su questa invisibilità del movimento, ad esempio Kage-ryū (影 流), Togakure-ryû (戸 隠 流) o Gikan ryû (義 監 流).

koryu – Page 4 – Classical Martial Arts Research Academy

Per dare vita a tutti questi termini è vitale la trasmissione “kuden”, “taiden” e “shinden” del maestro.

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Mutō-Dori 無 刀 捕 – “Gokui” 極 意 o ultimo stato di trasmissione dei maestri. Seconda Parte

“Lento è fluido, liscio è invisibile”

Ci sono tre punti in comune che possiamo trovare nella trasmissione delle correnti delle arti marziali classiche giapponesi nello spiegare i livelli di “Mutō-Dori” (無 刀 捕). Questi punti convergono in un estremo controllo assoluto della tecnica e della strategia e trasmesso dai maestri.

Araki-ryu (荒木 流)

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‘Araki Ryu Torite’ Makimono

Tuttavia, prima di esporre il primo di questi tre punti, vorrei sottolineare l’importanza di una frase ripetuta dai maestri nella loro trasmissione. Questa frase servirà come punto di unione “dell’uno nel tutto e il tutto nell’uno” o di comprensione del paradigma “dall’unità alla molteplicità” così importante nelle arti marziali. Questa frase ci servirà per apprendere ad esprimere con le parole un’arte che risiede nell’ombra, e che può essere illuminata solo attraverso l’esperienza personale di una pratica diretta in comunione con un maestro e la sua corrente di trasmissione – “ryû” (流) .

La frase è “Shoden” (初 伝) è “okuden” (奥 伝) e “okuden” è “Shoden”. (“Shoden” o trasmissione iniziale, “chuden” “中 伝” o trasmissione centrale e “okuden” come trasmissione segreta o misteriosa).

Nelle Tecniche Marziali, trasmesse e tramandate di generazione in generazione, risiede il mistero e la scienza che ogni tecnica è connessa e collegata con tutte le altre tecniche, sia dello stesso livello che di un diverso livello di difficoltà.

Ad esempio una corrente strutturata nei livelli tecnici di “Shoden”, “Chuden” e “Okuden” si basa sulla connessione di tutte le sue tecniche e livelli, sia tecnici che strategici, o nell’esecuzione di una tecnica con qualsiasi tipo di arma tradizionale. In definitiva, ognuna delle tecniche ha una connessione dell’ uno nel tutto e il tutto nell’uno espressa nella “Ryu” (流).

Tuttavia, e questo è ciò che è interessante, i livelli di “Mutô dori” di solito non sono mostrati nel Dôjô. Come ho spiegato nella prima parte “Questo trasferimento di informazioni marziali tra Maestro e Deshi è conosciuto sotto i termini di “Gokui “(極 意), il principio essenziale” che può essere interpretato come “ultimo stato” o con il termine “ura waza”(裏 技), che possiamo interpretare come“ tecnica inversa ”. Pertanto, solo i discepoli che hanno dimostrato la loro competenza tecnica, resistenza fisica e mentale e una certa qualità umana potranno accedere a questa trasmissione e comprendere la profondità e l’esperienza del Maestro.

In effetti, stiamo dicendo che il maestro rivela i segreti e i misteri della sua arte, qualcosa ottenuto attraverso il sangue, le lacrime e i sacrifici compiuti nella via dello sviluppo di una “Scienza Marziale” che ha avuto origine sul campo di battaglia dove l’efficacia della tecnica faceva la differenza tra la vita e la morte.

Una scienza che diventa un’arte quando viene trasmessa sotto il concetto di “Ishin-denshin” (以 心 伝 心), una comunicazione “senza filtri” attraverso la comprensione reciproca senza bisogno di parole, una comunicazione da cuore a cuore o da anima ad anima.

Questa comunicazione può avvenire solo tra due esseri umani che si fidano l’uno dell’altro. Questa comunicazione onesta (真心 – “Magokoro” – cuore sincero) trascende il maestro e l’allievo, creando una porta (武 門 – “bumon” – la porta del guerriero) di comunicazione con i maestri del passato e tutta la corrente marziale che precede l’attuale “ryu” (流) del ”koryû”, aprendo uno spazio per le generazioni future.

Fine seconda parte –

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Periodo Sengoku – La Battaglia di Mikatagahara – 三方ヶ原の戦い Mikatagahara no tatakai

La battaglia di Mikatagahara (三方ヶ原の戦い Mikatagahara no tatakai) è una delle più note battaglie della campagna militare del Daimyō Takeda Shingen; si svolse nel gennaio del 1573 nella provincia di Tōtōmi, in Giappone, ed è da molti considerata come una delle sue maggiori dimostrazioni di abilità tattiche nell’uso della cavalleria.

Il primo attacco

Takeda Shingen, decidendo di muovere verso sud con l’obiettivo di attaccare Tokugawa Ieyasu presso la sua fortezza di Hamamatsu, incontrò le truppe nemiche sull’altopiano di Mikata, situato poco a nord della fortezza stessa. Secondo quanto riportato dal Kōyō Gunkan, un documento con la cronistoria delle imprese militari del Clan Takeda, le forze di Shingen superavano quelle di Ieyasu in un rapporto approssimativo di 3 a 1, ed erano schierate nella formazione gyōrin (魚鱗, scaglia di pesce). Le truppe di Ieyasu erano invece disposte in linea, per sfruttare a pieno gli archibugieri.

Gyōrin 魚鱗 – Formazione a scaglia di pesce

Alle quattro del pomeriggio circa cominciò a nevicare, e gli archibugieri di Tokugawa aprirono il fuoco. L’utilizzo di armi da fuoco era relativamente nuovo in Giappone, e quindi era da molti considerato un fattore in grado di essere determinante per l’esito di una battaglia; lo stesso Ieyasu riteneva che la sua superiorità nell’armamento potesse permettergli di avere la meglio sulle tattiche nemiche. Shingen avanzò con la sua famosa carica di cavalleria contro gli archibugieri di Tokugawa e li travolse; alcuni di essi resistettero, ma molti si ritirarono, fuggirono o furono uccisi.

Il secondo attacco

Al termine di questo primo scontro Shingen fece ritirare le truppe avanzate, offrendo loro la possibilità di riposare; Takeda Katsuyori ed Obata Masamori, alla guida di un nuovo gruppo di cavalieri diedero il via ad una seconda carica. Essi furono presto raggiunti dal grosso dell’esercito Takeda, che spinse le truppe nemiche ad una netta ritirata. Ieyasu inviò Ōkubo Tadayo, uno dei suoi comandanti, a piantare il suo uma-jirushi 馬印 (una grande insegna con il simbolo di un ventaglio dorato) per fornire un punto d’incontro presso Saigadake, dove l’altopiano diventa meno ripido; aveva in mente di impegnare nuovamente l’esercito di Takeda per liberare i suoi generali intrappolati, ma fu persuaso da Natsume Yoshinobu a ritirarsi: la sua vita era troppo importante per correre un tale rischio.

Fu Yoshinobu a condurre una disperata carica contro truppe di Takeda, nella quale perse la vita.

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Uma-jirushi 馬印

La Ritirata

Quando Tokugawa fece ritorno alla fortezza di Hamamatsu, viene riferito che fosse accompagnato da soli cinque uomini; la battaglia aveva avuto un esito rovinoso. Tuttavia, egli comandò che le porte della fortezza rimanessero aperte, e che fossero accesi dei bracieri per guidare al sicuro il suo esercito in ritirata. Sakai Tadatsugu 酒井 忠次 (1527 – Kyoto, 17 dicembre 1596), uno dei Quattro Guardiani dei Tokugawa suonava un grande tamburo di guerra con lo scopo di infondere coraggio agli uomini in questa nobile, strenua ritirata.

File:Sakai Tadatsugu's drum.jpg - Wikimedia Commons
Sakai Tadatsugu 酒井 忠次 suona il tamburo

Questa tattica è chiamata “strategia della fortezza vuota”: quando l’avanguardia Takeda, guidata da Baba Nobuharu e Yamagata Masakage, udì i tamburi e vide i bracieri accesi e le porte aperte, pensò che Tokugawa stesse preparando una trappola, e così si fermò decidendo di accamparsi per la notte.

Durante la notte, un piccolo gruppo di guerrieri Tokugawa attaccarono il campo Takeda, incalzando le truppe e spingendole in un burrone nel quale precipitarono inermi. L’esercito di Takeda si ritirò la mattina seguente.

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Leggende e folklore Giapponese – Gli Yōkai –Arie ア リ エ あ り え

Gli Yōkai che prendono il nome di Arie sono acquatici e avvisano su eventi futuri perché hanno il dono della profezia. Hanno il corpo a forma di bulbo ricoperto di scaglie lucenti e hanno una certa somiglianza con i leoni marini. Camminano su quattro zampe e hanno code lunghe e sottili e il loro lungo collo sporge dal centro del corpo e a partire dal capo hanno criniere di capelli lunghi.

アマビエ」「アリエ」妖怪に終息願う | さんにちEye 山梨日日新聞電子版

Essendo stato annotato un solo avvistamento di Arie si sa poco di questi Yōkai a parte che vivono nell’oceano, possono parlare e pronunciare profezie e sono potenti spiriti buoni la cui immagine da sola è sufficiente per scacciare gli spiriti maligni.

L’unico avvistamento di Arie precedentemente citato risale al 17 giugno 1876, e citato nel Kōfu hibi shimbun in un articolo stampato insieme a un’immagine dell’Arie. La loro storia è praticamente identica a quella di molti altri Yōkai profetici che vivono nel mare apparsi nella seconda metà del XIX secolo, tra cui
l’ Amabie, l’Amabiko,lo Jinja hime e molti altri e proprio come questi altri, l’Arie emerge dal mare per pronunciare una doppia profezia su un raccolto abbondante seguito da un’epidemia di malattia, e quindi invitare le persone a raffigurarle in una loro immagine,(che ricordiamo è un portafortuna) prima di scomparire poco dopo.

Una delle Leggende che circolano riconducibili a questo Yōkai narra di una strana creatura avvistata nelle acque al largo della provincia di Higo (l’attuale Prefettura di Kumamoto).
Dopo il tramonto, la creatura venne vista emergere dall’acqua e a camminare avanti e indietro lungo la strada, chiamando la gente. I passanti erano così spaventati che nessuno osò avvicinarsi alla creatura.
Un funzionario del governo che venne informato sull’evento straordinario e andò a vederlo di persona. Quando si avvicinò alla creatura, essa gli parlò: “Io sono il capo delle mostri a scaglie marini. Mi chiamo Arie” quindi gli predisse un raccolto eccezionale di sei anni e un’epidemia di colera e raccomandò al funzionario del governo che chiunque avesse appeso la sua immagine e l’avesse pregata sarebbe stato protetto dal disastro.
Poi, dopo aver consegnato il suo messaggio, l’Arie ritornò di nuovo in mare.

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Leggende e folklore Giapponese – Gli Yōkai – Aosagibi – 青 鷺 火 あ お さ ぎ び

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Si traduce come airone blu fuoco

Nomi alternativi: goi no hikari (“nitticora”)

Habitat: fiumi, zone umide; ovunque si possano trovare aironi e altri uccelli acquatici

Quando raggiungono un’età avanzata, molti tipi di uccelli si trasformano in Yōkai magici con poteri inquietanti. Aosagibi è il nome di un bizzarro fenomeno causato dagli aironi trasformati, in particolare l’airone notturno dalla corona nera. Presente lungo le isole e le coste, questo airone predilige zone remote con fitti canneti e fitti boschi. Sebbene Aosagibi sia più comunemente attribuito a questo particolare uccello, altri aironi e uccelli selvatici come anatre e fagiani sono in grado di sviluppare questa manifestazione. L’Aosagibi è più comunemente visto di notte, o sugli alberi dove riposano gli aironi, vicino ai fiumi dove cacciano, o nel cielo al crepuscolo mentre gli uccelli volano sopra di loro.

Gli aironi longevi sviluppano squame lucenti sul petto, che si fondono insieme dalle loro piume. Ad ogni respiro, soffiano dal becco una polvere gialla iridescente che si disperde nel vento. Durante le notti autunnali, i loro corpi irradiano un bagliore bianco-bluastro. Il loro alito polveroso si accende in luminose palle di fuoco blu, che soffiano sull’acqua o in alto sugli alberi. Queste palle di fuoco non possiedono calore e non accendono ciò che toccano, ma alla fine evaporano al vento.

Come la maggior parte degli uccelli selvatici, gli aironi notturni sono timidi e fuggono dagli umani. Anche dopo essersi trasformati in Yōkai, mantengono la loro timidezza. Mentre la vista di una colonia di uccelli selvatici che respira fiamme blu e fa strani richiami in una fresca notte d’autunno può essere piuttosto sconcertante, gli Aosagibi non creano  alcuna minaccia. Tuttavia, poiché il loro alito di palla di fuoco sembra simile ad altri fenomeni, (Alcuni in realtà pericolosi) diviene necessario prestare attenzione per evitare di confondere l’Aosagibi con Onibi 鬼火* o altre luci soprannaturali.

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Onibi 鬼火

* L’Onibi (鬼火) è una luce spettrale nel Folclore giapponese. Sono creduti essere gli spiriti nati dai corpi degli animali e degli umani deceduti. Si dice che se toccati non si senta calore, ma ci si ustioni comunque.

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Gli Assedi di Nagashima 長島一向一揆 Nagashima Ikkō-ikki

Gli Assedi di Nagashima (長島一向一揆 Nagashima Ikkō-ikki) avvennero nel 1571, 1573 e 1574 e fecero parte della campagna di Oda Nobunaga contro gli Ikkō-ikki durante il periodo Sengoku. Nagashima, nella provincia di Owari, era la posizione di una serie di fortezze di un’isola fluviale e di opere difensive costruite dagli Ikki che circondava il monastero di Ganshō-ji e che comprendeva il castello di Nagashima che avevano precedentemente conquistato. Oda Nobunaga attaccò tre volte nell’arco di quattro anni prima di distruggere l’intera fortezza. Questi assedi furono centemporanei all’assedio di Nobunaga durato undici anni contro la primaria fortezza degli Ikki, l’Ishiyama Hongan-ji.

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Primo assedio di Nagashima

Gli uomini di Nobunaga si accamparono a Tsushima, a nordest di Nagashima, il 16 maggio 1571. Separati dalla fortezza Ikki da un fiume poco profondo ma molto largo, i comandanti Sakuma Nobumori e Shibata Katsuie pianificarono il loro assalto contro le vicine “wajū”, piccole comunità insulari da cui potevano essere lanciati attacchi a Ganshō-ji. Queste isole erano difese dalle inondazioni da una serie complessa di dighe.

Le forze di Nobunaga attaccarono attraverso il fiume, ma i loro cavalli rimasero bloccati nel fango molle del fondo del fiume. I samurai che riuscirono a trascinarsi a riva mentre erano sotto il fuoco nemico furono ulteriormente rallentati dalle corde allungate sui pali, che fecero inciampare ulteriormente i loro cavalli. Molti annegarono quando i difensori aprirono una diga e allagarono l’area. Katsuie stesso fu ferito e molti samurai furono persi; questo primo tentativo fu un netto fallimento per Nobunaga. I suoi uomini riuscirono a incendiare alcuni villaggi mentre si ritiravano .

Secondo assedio di Nagashima

Nobunaga tornò sulla questione di Nagashima nel luglio 1573 con una forza considerevole, in gran parte reclutata dalla provincia di Ise e contenente un buon numero di archibugi. Il suo fervore era stato rinnovato da una campagna riuscita contro i monaci guerrieri del monte Hiei. I suoi comandanti Sakuma Nobumori e Hashiba Hideyoshi guidarono una forza diversiva che attaccava da ovest, mentre Nobunaga sperava che la sua stessa forza si portasse in avanti dietro gli artiglieri .

Sfortunatamente, nonostante la fama che Nobunaga avrebbe in seguito ricevuto per le sue tattiche da arma da fuoco, questa battaglia sarebbe diventata uno dei suoi più famosi fallimenti. Un temporale colpì l’area proprio mentre stava per iniziare la battaglia. La pioggia rese inutile il 90% degli archibugi e lasciò i suoi uomini in una posizione difensiva terribilmente debole. Le truppe Ikkō-ikki immediatamente contrattaccarono. Anche loro erano noti per la loro esperienza con le armi da fuoco, e i loro archibugi furono coperti durante la tempesta. Gli Ikki iniziarono a sparare non appena la pioggia cessò, e arrivarono addirittura vicini ad uccidere Nobunaga. Cadde all’indietro, tentando di riportare i suoi artiglieri in linea ancora una volta, ma poi fu costretto a ritirarsi.

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La forza diversiva, nel frattempo, guidata da Takigawa Kazumasu 滝川 一益 (1525 – 21 ottobre 1586), catturò il castello di Yata, all’estremità meridionale del complesso di Nagashima, ma anche loro furono costretti a ritirarsi dopo un contrattacco degli Ikki.

Terzo assedio di Nagashima

Nel 1574 Oda Nobunaga riuscì finalmente a distruggere Nagashima, una delle principali fortezze degli Ikkō-ikki che furono tra i suoi più acerrimi nemici.

Una flotta di navi guidate da Kuki Yoshitaka 九鬼 嘉隆 (1542 – 17 novembre 1600) bloccò e bombardò la zona, usando frecce di fuoco e cannonate contro le torri di guardia di legno degli Ikki. Questo blocco e il supporto navale permisero a Nobunaga di conquistare i forti esterni di Nakae e Yanagashima, che a sua volta gli permisero di controllare l’accesso ad ovest del complesso per la prima volta.

Alla fine i difensori furono costretti a tornare da un attacco a tre direzioni, nei monasteri fortificati di Ganshō-ji e Nagashima. Le forze degli Ikkō-ikki erano di circa 20.000 monaci guerrieri e ora erano completamente isolati da fonti esterne di cibo, acqua e altre forniture. Con il peggioramento della loro situazione nel luglio e nell’agosto del 1574, gli alleati degli Ikki videro perse anche le prospettive di alleviare l’assedio.

File:Ganshō-ji in Kuwana.jpg
Ganshō-ji 願勝寺

Gli uomini di Nobunaga costruirono un muro di legno da una fortezza all’altra, isolando completamente gli Ikkō-ikki dall’esterno. Una grande palizzata di legno fu costruita e poi incendiata, con la conseguente distruzione completa dell’intero complesso della fortezza; nessuno sopravvisse.

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Nakagawa Shoshunjin e la sua scuola di Ninjutsu

Un buon esempio della pratica dei signori della guerra sull’addestramento privato al Ninjutsu si trova nella scuola di Nakagawa, sotto il Daimyō Tsugaru nella provincia di Mutsu nel Giappone del diciassettesimo secolo.

Nakagawa Shoshunjin, fondatore della scuola ed esperto nell’arte del ninjutsu, comandava un gruppo di 10 giovani samurai che aveva iniziato ai segreti dell’arte.

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Quando avvenivano le lezioni, proibiva a chiunque altro di entrare nelle vicinanze dei loro campi di addestramento all’angolo meridionale del castello di Ishibayashi.

Nell’Okufuji monogatari, il racconto della vita di Shoshunjin leggiamo che avrebbe potuto trasformarsi in un topo, un ragno o un uccello, il che illustra bene come venivano considerati  i guerrieri ninja e come si pensasse che fossero in possesso di poteri sovrumani.

Il numero di studenti che si preparavano alla scuola di Nakagawa salì presto fino a 20. Si chiamavano Hayamichi no mono 早道之者 e le loro mansioni includevano lo svolgimento di operazioni di spionaggio e l’assassinio di capi nemici.

Un episodio leggendario

Durante la prima visita di Nakagawa Shoshunjin al castello di Tsugaru, il suo interlocutore, Tsugaru Gemban lo sfidò a dimostrare le sue abilità nelle tecniche di  Ninjutsu togliendogli il cuscino da sotto la testa mentre dormiva. Quella notte stessa Gemban giaceva insonne sul suo futon, convinto di sorprendere Shoshunjin,  ad un tratto iniziò a sentire il picchiettio di una doccia di passaggio fuori casa e dopo poco sentì delle gocce di pioggia sul viso.

Per poter vedere bene nell’oscurità fu costretto a sollevare leggermente il capo, si rese così conto che c’era una perdita nel soffitto. Quando abbassò di nuovo la testa per appoggiarla sul cuscino si accorse che era sparito. Voltando la testa sconcertato, notò Shoshunjin in piedi accanto a lui con il cuscino tra le mani e un sorriso sul viso. Dopo di che lo prese immediatamente al servizio del suo signore.

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I samurai di Iga e Koga iniziavano la loro formazione  non appena l’età lo permetteva. I capi samurai della provincia erano anche piccoli proprietari terrieri e ponevano grande enfasi sui legami familiari e sulla lealtà ereditaria.

Un ragazzo nato in un’acclamata famiglia di samurai sarebbe cresciuto per diventare un guerriero, – non erano concepibili altre alternative . Esso avrebbe  trascorso la maggior parte della sua infanzia imparando le Discipline Marziali.

L’arte della spada, le abilità con la lancia, le abilità con l’arco e le frecce, in seguito, quando vennero introdotte dai mercanti portoghesi,  anche le pistole fecero parte del curriculum di qualsiasi futuro guerriero Samurai. Anche l’equitazione e il nuoto facevano parte del programma di studi.

Per un giovane ragazzo che si allenava per diventare uno Shinobi , il curriculum sarebbe stato più duro, avrebbe infatti dovuto acquisire anche una certa cognizione in materia di esplosivi, di veleni e acquisire familiarità nelle abilità concernenti la sopravvivenza. Le tecniche di sopravvivenza consistevano di argomenti su come purificare l’acqua e cucinare il riso in ogni condizione o luogo, piegandolo in un pezzo di stoffa bagnato e seppellendolo sotto il fuoco.

L’apprendista Shinobi  doveva mantenersi fisicamente al di sopra della media, poiché le sue attività (fatte passare come passatempi) avrebbero in futuro incluso lo scalare i muri delle fortezze, combattere contro avversari di arti marziali esperti, ecc.

L’addestramento  di base del nostro piccolo futuro Shinobi avrebbe  incluso lo sviluppo di alcune abilità di disegno rudimentale per poter disegnare una mappa del terreno nemico o altri dettagli .

Avrebbe dovuto saper  leggere e scrivere come una persona istruita, se avesse dovuto  travestirsi da commerciante o artigiano (ad esempio), avrebbe avuto bisogno di una conoscenza approfondita della scrittura per essere convincente.

All’inizio della loro adolescenza, i giovani apprendisti  dei villaggi ninja di Iga e Koga avrebbero già dovuto conoscere alla perfezione le basi del Ninjutsu.

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Okugai torēningu prossimamente

Ohayo gozaimasu! Stiamo programmando una intera giornata di studio da tenersi all’aperto. Ventiquattro ore suddivise in:1 – Kinhin – Meditazione camminata fino alla zona scelta per il campo base.2 – Predisposizione del campo base3 – Inizio ufficiale della lezione che terminerà nelle ore serali per riprendere alle ore 6.00 della mattina successiva.Equipaggiamento: Ricambio vestiario, Sacco a pelo, Tenda da trekking o similari da uno o due posti, Bokken, Ninja Tō, Tanbō, Fukya, Yumi, Shaken e Shuriken, Kusari Fundō, materiale per prendere appunti, torcia elettrica, powerbank per cellulare Capacità: 20.000 mAh, asciugamani, ACQUA potabile a sufficienza.Alla fine della Okugai torēningu vetrrà rilasciato un attestato di presenza.E’ ammessa la presenza di esterni provenienti da altri Dōjō o persone fisicamente preparate.E’ necessario portare uno scarico di responsabilità.

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Mutō dori 無 刀 捕 – Prima parte

Una delle ultime tappe nella trasmissione dei maestri delle Arti Marziali Tradizionali Giapponesi si esprime nell’insegnamento del “Mutō dori” (無 刀 捕), letteralmente la traduzione dei kanji ci porta all’interpretazione di “Afferramento senza una spada”.

“Mutô dori” presuppone l’atto di proteggersi da uno o più avversari armati con l’ausilio di qualsiasi tipo di arma, in qualsiasi spazio o terreno, a mani vuote o con piccole armi nascoste (ad esempio “Kodachi” (小 太 刀), “Tessen” (鉄 扇) “Jutte” (十 手), “Tantō” (短刀), “Shuriken” (手里 剣), “Sageo.” (下 绪), ecc…

All’interno delle arti marziali classiche giapponesi il concetto di armi nascoste può essere trovato in esempi come termini come “Kakushi-buki” (秘 武器), che potrebbero essere interpretati come armi nascoste.

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Yagyū Munenori (1571 – 11 maggio 1646), fondatore dello Yagyū Shinkage-ryū, uno dei due stili di spada ufficiali patrocinati dallo shogunato Tokugawa (l’altro era Ittō-ryū).

Innanzitutto il “Mutō dori” è una tecnica per sopravvivere nelle situazioni di estremo pericolo, ed è inclusa in questa istruzione una completa e profonda conoscenza del controllo del corpo attraverso le Tecniche (技) trasmesse nelle Antiche Arti marziali “Kobujutsu” (古 武術) . È un insegnamento il cui fine è il raggiungimento di una comprensione totale del combattimento contro un avversario armato, in cui la sincronizzazione precisa ed esatta e il controllo della distanza sono vitali nel movimento, una qualità del movimento che non può essere avvertita dall’avversario armato.

Risultato immagini per Soto no mono

Tuttavia la profondità della tecnica del “Mutō dori” risulta essere molto più complessa di tutto ciò che si è letto nei primi paragrafi. 

“La vera efficacia risiede nella pratica”, è infatti molto difficile cercare di cogliere a parole la trasmissione dell’essenza di un’arte in continuo movimento e adattamento al tempo presente. 

L’arte del “Mutō dori” risiede in uno spazio che i maestri definiscono come la pratica dell’invisibile e dell’incomprensibile nelle Arti Marziali. 

Questo è molto confuso e può essere espresso solo attraverso le parole di qualcosa che risiede nelle tecniche trasmesse nel mistero di un’arte che è nascosta nello spazio tra la vita e la morte.

È importante capire che quando un discepolo riceve questo tipo di istruzione e trasmissione, si presume già che si trovi a un livello e in una condizione di pratica in cui è già in grado di esprimere il “Mushin”. 

Questo tipo di trasmissione è per quei Deshi che hanno già un’esperienza provata, unita ad un’attitudine fisica e psichica per potersi unire alla corrente e alla trasmissione del maestro e del suo attuale “ryu” (流).

Questa trasmissione “superiore” delle tecniche di  “Mutō dori” fu data durante il periodo Edo (1603-1867) con il termine “Soto no mono” (外 之 物) che può essere interpretato per “oggetto trovato fuori dal campo di visione “, o con il termine che ho usato nei paragrafi precedenti come” Kakushi-buki “(秘 武器).

Risultato immagini per Soto no mono

Questa istruzione si manifestava in uno spazio di affidamento tra il maestro e il discepolo, in uno spazio che andava ben oltre quello del Dōjō, o spazio di pratica dei guerrieri, molto al di là della pratica del “Bujutsu” e del suo più tradizionale uso delle armi. Lo spazio occupato da questa trasmissione prende vita in ogni momento della vita del rapporto creato tra maestro e allievo, e richiede qualcosa di più profondo di una completa padronanza delle Arti Marziali e dellutilizzo delle armi, esigendo uno stato di assoluta armonia che trascende il talento naturale del guerriero per mantenere la calma nel mezzo di una situazione pericolosa, che richiede una padronanza flessibile del movimento del corpo durante le tecniche; nell’arte del respiro, nell’arte del riconoscimento delle emozioni e dei sentimenti, nell’arte della sopportazione e della pazienza,l’arte di sopportare il cuore per sopravvivere e coltivare la flessibilità in qualsiasi modo contro qualsiasi cosa, SOPRATTUTTO CONTRO SE STESSI.

Questo trasferimento di informazioni marziali tra maestro e allievo è noto sotto i termini di “gokui” (极 意) che può essere interpretato come “ultimo stato” o “principio essenziale” o con il termine “ura waza” (裏 技), che può essere interpretato come “tecnica inversa”.

Fine prima parte

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Arrivato il libro “I Guerrieri Shinobi, tra storia e leggenda”

Ecco arrivato il libro a cui ho contribuito alla stesura, devo dire che essere stato scelto da Gian Piero Costabile è stato un grande onore oltre che un piacere.

Gian Piero, oltre che essere un amico da almeno venticinque anni, è un professionista Marziale di grande spessore e caratura, che pratica Arti Marziali Giapponesi da almeno cinquant’anni, (6° Dan di Karate,

Shihandai presso International Renshinkan Japan Bujutsu Federation 国際練心館日本武術連盟
Shihan Dai 5° Dan Daito Ryu Aikijujutsu, Iaido Mugai Ryu Shodan (1° Dan), Shurikenjutsu Federazione Meifu Shinkage Ryu di Soke Otsuka, Bujutsu/Ninjutsu/Ninpo/Budo Taijutsu – Shidoshi-Ho Yondan 4°Dan).

Va da se che collaborare con un Maestro di questa levatura, oltre che con Sensei Rodolfo Turolla, della Toushinkai Traditional Bujutsu Ninjutsu Koka Ryu uno dei miei insegnanti di Ninjutsu/Bujutsu, che mi ha pregiato del titolo di Assistente per l’Italia della sua Scuola, è stata un’occasione da non perdere, ed è stata talmente proficua che ha raccolto il plauso dell’amica (e anch’essa grande professionista) Tea Pecunia, curatrice per Feltrinelli di libri di Arti Marziali e Filosofia Orientale tra i quali l’Hagakure e lo Shoninki.

Nasce quindi questa grande collaborazione ed amicizia che potrebbe addirittura aprirci le porte all’editoria professionale.

Qui’ il link per acquistare il testo:

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Ruoli militari e civili dei Ninja

La suddivisioni militare è una divisione di origine moderna. Con questo si  intende che gli stessi Shinobi non hanno identificato una tale separazione e non esiste documentazione certa su questo, tuttavia l’analisi della figura dello Shinobi porta a una chiara divisione.

Sono stati scelti due termini per mostrare questa divisione teorica, ossia militare e civile. I samurai per esempio erano si una casta militare, ma non svolgevano una vita esclusivamente dedita alla guerra.

Per chiarire meglio il concetto consideriamo i termini come Militare quando i samurai sono attivamente impegnati in una campagna militare, sono stati  chiamati a partecipare ad una guerra,  sono stati emessi ordini di guerra e l’esercito ha preso forma, mentre Civile è il termine che riguarda  i samurai che non sono in guerra e sono a casa o viaggiare per affari personali o per piacere o  in un periodo di pace.

Per quanto riguarda gli Shinobi invece si può affermare che non esistesse una vera e propria divisione di compiti o cambiamenti della vita quotidiana, per loro non è mai stata considerata nessuna divisione, infatti la loro esistenza era volta ad un unico obbiettivo, la furtività, attraverso essa infatti erano in grado di sconfiggere il nemico attraverso le arti dell’inganno, tuttavia, si potrebbe creare una sorta di suddivisione ideale dei compiti:

shinobi mono | DConway | Foundmyself

Militare:

1- Creazione di reti di spionaggio

2 – Raccolta di informazioni su larga scala da più agenti

3 – Studio del profilo personale dei membri chiave del nemico

4 –  Garantire l’influenza

5 –  Informazioni topografiche sul territorio nemico

6 –  Ricerca di candidati spia convertiti al nemico

7 –  Impianto di agenti a lungo termine

8 – Distribuzione di disinformazione e propaganda

9 – Raccolta informazioni per operazioni clandestine

10 – Assumere il ruolo di capitani delle squadre d’attacco notturne

11 – Agire come guide attraverso il territorio nemico

12 –  L’infiltrazione di castelli e campi di battaglia nemici

13 –  Per commettere un incendio doloso

14 –  L’assassinio di obiettivi militari (senza motivo personale)

15 – Distruzione delle scorte nemiche

16 – Segnalazione e messaggi segreti

17 – Da utilizzare come esperti di incendio ed esplosivi

18 – “Magia” rituale e divina per migliorare le doti dell’invisibilità o per ostacolare il nemico

Civile:

Shinobi No Mono 4: Siege (1964) | MUBI

1 – L’infiltrazione di abitazioni domestiche per motivi personali che non comprendono necessariamente il furto

2 – Come sicari o guardaspalle verso persone della propria provincia previa autorizzazione del signore

3 – Eseguire ricerche per consentire la scoperta di un nemico personale

4 –  Azioni Shinobi collettive in missione per assassinare un nemico per vendetta personale

5 – Azioni di informazioni o ricerche per ottenere un vantaggio in un combattimento imminente

6 – Per la difesa personale in casa

7 – Per la difesa personale durante il viaggio

8 – Per difendersi dai ladri

9 – Nascondersi da un nemico dopo aver effettuato un’uccisione personale

10 – Nascondersi se perseguitati per altri motivi

Concludendo possiamo affermare che il risultato che emerge vede le arti Shinobi come caratteristiche principalmente militari; tuttavia queste possono traslare anche nella vita civile. Oltre a questo, le arti Shinobi nella loro espressione “civile” possono facilmente deviare nel banditismo e nel furto.

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Leggende e folklore Giapponese – Gli Yōkai – Ao bōzu -青坊主 あおぼうず

Traduzione: monaco blu

Habitat: campi di grano e orzo, case disabitate, strade solitarie

Dieta: varia da regione a regione; comunemente mangia i bambini

Gli Ao bōzu sono generalmente raffigurati come preti grandi e con un solo occhio, hanno la pelle blu e sono fortemente legati alla magia. C’è da dire che vari resoconti locali li descrivono diversamente sia come dimensioni, numero di occhi e habitat.

A Okayama, sono descritti come giganti con due occhi che si stabiliscono in case abbandonate o disabitate, In altre storie, vengono avvistati nei campi di grano o su strade buie e solitarie.

A Shizuoka, si dice che l’Ao bōzu compaia nelle sere di primavera al tramonto nei campi di grano e orzo. Il passaggio dalla notte al giorno è un tema popolare nella tradizione della Magia  In-Yō. Inoltre, le foglie ancora blu-verdi dell’orzo giovane hanno anche forti correlazioni con In-yō.

Si dice che i bambini che corrono e giocano nei campi la sera potrebbero essere rapiti da un Ao bōzu, vengono quindi, raccomandati di tornare subito a casa dopo la scuola e non andare a zonzo per i campi per non correre il rischio di essere portati via!

A Kagawa, l’Ao bōzu appare a tarda notte alle giovani donne e chiede loro: “Ti piacerebbe essere appesa per il collo?” Se la donna dice di no, l’Ao bōzu scompare senza una parola se invece lei lo ignora o non dice niente, lui la attacca fulmineo, la stordisce e la impicca per il collo.

A Yamaguchi, sono considerate divinità minori. Appaiono davanti agli umani sulla strada e li sfidano a partite di Sumo. Poiché gli Ao bōzu di Yamaguchi sono grandi quanto i bambini, molte persone hanno accettato scioccamente la sfida, solo per ritrovarsi scaraventato a terra con una forza divina e una velocità potenzialmente letale.

Dell’origine di questo Yōkai si sa molto poco, fu Toriyama Sekien  il primo a illustrare l’Ao bōzu e la sua raffigurazione non venne accompagnata da nessuna descrizione oltre al nome.

Dal suo nome possiamo ricavare un po ‘di informazioni; la parola Ao significa blu o verde e può denotare immaturità e inesperienza. (Un altro noto Yōkai – Ao-Nyōbō – viene dipinto in questo colore), ma poiché l’illustrazione originale era in bianco e nero, potrebbe anche essere che questo Yōkai non fosse mai stato concepito per essere colorato di blu o verde, ma piuttosto proprio come una presa in giro che mostrava come Toriyama Sekien vedeva un sacerdote corrotto e inesperto.

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Ao nyōbō 青女房

Il fatto che l’Ao bōzu abbia un solo occhio e sia venerato come un dio minore in alcuni luoghi traccia un forte parallelo con un altro Yōkai, l’Hitotsume-kozō.

Hitotsume-kozō - Wikipedia
Hitotsumekozō 一つ目小僧

A causa della sua somiglianza, ci sono teorie che suggeriscono una connessione con l’antico culto degli spiriti del vecchio Giappone.

In queste proto-religioni sciamaniche, i mostri con un occhio solo hanno spesso avuto origine come Dei caduti delle montagne e portatori del male, inviati per eseguire gli ordini di divinità più grandi. La leggenda dice che potevano essere controllati mostrando loro dei cesti intrecciati o altri oggetti con molti buchi, che i mostri avrebbero percepito come centinaia di occhi evitandoli così per paura o gelosia.

Poiché ci sono così tanti racconti diversi, e poiché ci sono così tanti diversi tipi di cattivi Yōkai sacerdoti, è impossibile dire quale fosse l’autentico Ao bōzu, rispetto a tutte le diversità degli altri tipi di Yōkai simili.

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