Il sogno di Zhuang, tra farfalle, gatti e… Matrix

Una notte qualsiasi intorno al 300 a.C., , il filosofo cinese  Zhuang Zhou庄子, futuro erede del Taoismo, dopo Lao Tsu, sognò di essere un uomo che d’improvviso si tramutava in farfalla (莊周夢蝶).

Al suo risveglio, Zhuang  non ebbe più chiaro se fosse lui ad aver sognato la farfalla, oppure se al contrario non fosse stata la farfalla ad aver sognato di tramutarsi in uomo. 

Questo filosofo cinese che visse sotto il regno di Hui e Xuan, trecento anni prima dell’era cristiana, durante il periodo detto degli Stati in Guerra e delle Cento Scuole di Pensiero, disse una volta ai suoi discepoli: «Posso concepire l’esistenza dell’inesistente, ma l’inesistenza dell’inesistente sfugge alla mia comprensione».

Questo paradosso della farfalla, all’ apparenza molto ordinario, apre una grande quantità di interpretazioni: in filosofia se ne occupa la gnoseologia (che studia la conoscenza della realtà), in psicologia si aprono riflessioni sulla percezione del Sé e del mondo quotidiano oltre che sulla interpretazione simbolica dei sogni (simbologia della farfalla, trasmutazione in insetto, volo ecc). Anche nell’arte esistono connessioni interessanti, come ad esempio nelle produzioni artistiche sulla rêverie (stato intermediario tra veglia e sogno – vedi  il quadro di Johann Heinrich Füssli, “l’Incubo”), ed anche in letteratura comparirebbero esempi come la giovane Alice nel paese delle meraviglie di Louis Carroll o come Gregor Samsa presentato da Franz Kafka, che si sveglia (?) una mattina tramutato in un insetto.

Nel film Matrix, Morpheus disse a Neo:“Hai mai fatto un sogno tanto realistico da sembrarti vero? E se da un sogno così non ti dovessi più svegliare? Come potresti distinguere il mondo dei sogni da quello della realtà?” 

Quali sono nella vita “Reale” le “linee perimetrali”, i Landmark, che delimitano con assoluta certezza ciò che è reale da ciò che è sogno? Questa domanda scatena innumerevoli altre domande sulla filosofia della mente, del linguaggio e sulla gnoseologia,  dal greco gnósis, «conoscenza», + lógos, «discorso»), chiamata anche Teoria della conoscenza, e quella causarum cognitio  (Conoscenza delle cause) è quella branca della filosofia che studia la natura della conoscenza.

In particolare, così come si è consolidata nell’età moderna ad opera della speculazione filosofica di Kant, la gnoseologia si occupa dell’analisi dei fondamenti, dei limiti e della validità della conoscenza umana, intesa essenzialmente come relazione tra soggetto conoscente e oggetto conosciuto.

Se filosoficamente questo argomento risulta essere affascinante, diventa inquietante laddove la Gnoseologia diviene Epistemologia, ovvero “Filosofia della Scienza”, il cui campo di studi privilegiato è la Meccanica Quantistica, (Vedi il Paradosso del gatto di Schrödinger – è un esperimento mentale ideato nel 1935 da Erwin Schrödinger, con lo scopo di illustrare come la meccanica quantistica fornisca risultati paradossali se applicata a un sistema fisico macroscopico.

In esso si descrive un apparato sperimentale in cui un gatto è in uno stato di sovrapposizione quantistica, nel quale le condizioni di gatto vivo e morto sono entrambe presenti contemporaneamente; questo come conseguenza dell’essere collegato a un evento subatomico casuale che può verificarsi con una certa probabilità. Il paradosso compare di frequente anche nelle discussioni teoriche sulle interpretazioni della meccanica quantistica).

La domanda che sorge spontanea è “In quale sogno viviamo?” Siamo svegli? Stiamo dormendo in un sogno di un altro? Siamo in grado di risvegliarci? E come?… Wake up!!!

I commenti sono chiusi.