I Kami nello Shintoismo

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Amaterasu-ō-mi-kami (天照大御神 letteralmente “Grande dea che splende nei cieli”)

Kami è la parola giapponese per indicare una divinità, un nume, o uno spirito soprannaturale. Sebbene la parola sia talvolta tradotta con “dio” o “divinità”, i teologi shintoisti specificano che tale tipo di traduzione può causare un grave fraintendimento del termine. È stato usato per descrivere la mente (心 霊), Dio (ゴ ッ ド), l’essere supremo (至上 者), una delle divinità scintoiste, un’effige, un principio e tutto ciò che è adorato. Lo Shintoismo nacque come una delle varie antiche religioni popolari animistiche del Giappone, e divenne una religione unificata a seguito delle influenze di altre religioni portate in Giappone dall’estero. Conseguentemente, la natura di ciò che può essere chiamato Kami è molto estesa ed abbraccia molti differenti concetti e fenomeni.

Raijin è il kami di fulmini, tuoni e tempeste. Fujin è il kami del vento.

Sono gli spiriti o fenomeni che sono venerati nella religione Shintoista. Possono essere elementi del paesaggio, forze della natura, così come gli esseri e le qualità che questi esseri esprimono; possono anche essere gli spiriti dei morti venerati. Molti Kami sono considerati gli antichi antenati di interi clan (alcuni antenati diventarono Kami alla loro morte se fossero in grado di incarnare i valori e le virtù degli stessi Kami nella vita). Tradizionalmente, grandi o sensazionali leader come l’Imperatore potrebbe essere o è diventato Kami.

Nello Shinto, queste Entità sono parte integrante della natura, e come i fenomeni ad essa collegati  possiedono caratteristiche positive e negative, rispecchiando il concetto del bene e del male.

Sono manifestazioni di Musubi* ( 結び ) , l’energia di interconnessione dell’universo, e sono considerati esemplari di ciò che l’umanità dovrebbe tendere.

I Kami  abitano un’esistenza complementare che rispecchia la nostra chiamata Shinkai神界 , “il mondo dei Kami”) . Per essere in armonia con gli aspetti straordinari della natura è necessario essere consapevoli di Kannagara no Michi随神の道o惟神の道 , “La Via Mistica dei Kami”) .

Alcuni degli oggetti o fenomeni definiti  Kami sono qualità della crescita, fertilità e riproduzione; fenomeni naturali come vento e tuono; “fenomeni” della Creazione come il Sole, le montagne, i fiumi, gli alberi e le rocce; alcuni animali (come la volpe e il Tanuki, il cane procione); e spiriti ancestrali. Fra questi possono essere annoverati, per esempio, gli spiriti degli antenati della Famiglia Imperiale Giapponese, ma anche degli antenati di nobili famiglie così come degli antenati della gente comune.

Leggende giapponesi: il cane procione Tanuki - ProjectNerd.it

Il Tanuki

Ma anche altri spiriti vengono denominati Kami, come ad esempio, gli spiriti guardiani della patria, della casa e delle virtù; gli spiriti di eroi giapponesi, di uomini di azioni o che possedevano virtù fuori del comune, e di coloro che hanno contribuito alla civilizzazione, alla cultura ed al benessere dell’umanità; di coloro che sono morti per la patria o per la comunità e di quanti sono morti pietosamente (Vedi Yōkai)

Bisogna notare però che possono essere considerati Kami nello Shinto non soltanto gli spiriti superiori all’uomo, ma anche quegli spiriti che suscitano un sentimento di pietà o che vengono ritenuti deboli.

Il concetto di Kami  ha iniziato a  mutare  fin dall’antichità, a volte alcune qualità  dei  Kami dallo Shintoismo “antico” non vengono accettate e riconosciute  in quello “moderno” (Lo Shintoismo “moderno” comincia da quando venne formalizzato in una religione unificata in sincretismi con religioni straniere come il Buddhismo).

Anche per quanto riguarda lo Shintoismo “moderno” ,  non ci sono criteri che definiscano cosa debba o meno essere venerato come Kami. La differenza fra lo Shintoismo “moderno” e le antiche religioni animistiche del Giappone è fondamentalmente un raffinamento del concetto di Kami, più che una differenza in termini di definizioni.

Nelle antiche religioni animistiche, i Kami erano concepiti semplicemente come le divine forze della natura. I cultori della religione nel Giappone antico veneravano le creature della natura che ispiravano un particolare senso di bellezza e potere, come le cascate, le montagne, le rocce, gli animali, gli alberi, le erbe e persino le risaie. Credevano fermamente che gli spiriti o i Kami meritassero rispetto.

Sebbene questi arcaici concetti siano ancora presenti, nello Shintoismo “moderno” molti sacerdoti considerano i Kami anche come spiriti antropomorfi, con nobiltà e autorità. Fra questi vi sono anche figure mitologiche come Amaterasu, la dea solare del pantheon shintoista. Anche se questi Kami possono essere considerati delle divinità, non sono ritenuti onnipotenti né onniscienti.

Nel mito di Amaterasu, per esempio, si dice che la dea non era in grado di vedere gli eventi del mondo umano. E per vedere il futuro doveva praticare rituali divinatori.

I Kami possedevano tradizionalmente due aspetti, uno gentile (nigi-mitama) ed uno aggressivo (ara-mitama). Questa forma di Kami, umana ma potente, era ancora divisa in amutsu-kami (“divinità” del mondo ultraterreno) e in kunitsu-kami (“divinità” del mondo terreno). Un Kami si comporterebbe in modo diverso in base a quale “anima” si trova come soggetto in un preciso momento. In molti modi, ciò rappresentava gli improvvisi mutamenti della natura e spiegherebbe perché c’erano Kami per ogni evento meteorologico e non: neve, pioggia, tifoni, inondazioni, lampi e vulcani.

Gli antenati di una particolare famiglia possono anche essere venerati come Kami. In questo caso, venivano venerati a causa dei loro poteri benefici, per una qualità o un valore particolare. Molti altari (hokora) furono eretti in onore di questo tipo di Kami, che erano regionali. In molti casi, quindi, i morti possono essere divinizzati; un esempio di ciò è il Kami Tenjin, che fu Sugawara no Michizane (845-903) in vita.

Sugawara no Michizane, 845-903, evoking a thunderstorm on Mt ...

Sugawara no Michizane, 845-903 divenuto il Kami Tenjin 天神

Anche l’Imperatore (天皇 tennō, letteralmente “sovrano celeste”) del Giappone venne considerato un “Kami” vivente fin dal primo Imperatore Jinmu, definito personaggio della mitologia giapponese. Conosciuto anche come Kamu-yamato-iwarebiko no mikoto, secondo gli antichi scritti storici Kojiki e Nihongi fu il primo imperatore del Giappone.

Simbolo della nazione Giapponese e dell’unità del suo popolo in realtà non aveva niente di trascendentale, salvo le origini della sua famiglia,  aveva però una sacralità che gli consentiva di fare da tramite tra il mondo terreno ed i Kami. Formalmente questa sacralità non ce l’ ha più, infatti nella sua trasmissione radio del 1946 Ningen sengen, l’Imperatore Hirohito dichiarò di non essere un akitsumikami (kami terreno, manifesto). Tuttavia, dopo questa dichiarazione, Hirohito chiese il permesso alle forze occupanti statunitensi di venerare i suoi antenati e, una volta ottenuto il permesso, venerò Amaterasu, che implicava dunque che egli fosse di discendenza divina.

* Nella cosmologia Shintoista tutto l’esistente è pervaso da un’energia primordiale, che  alimenta e compone tutta la materia e tutte le sue manifestazioni, è il Musubi.

Questa forza mistica è paragonabile al “Gokumi” di cui si parla anche nel buddhismo Zen, un’energia cosmica che concentra in sé tutti gli elementi e che dà origine al tutto e causa l’evoluzione del tutto, attraverso l’eterno ciclo dell’esistenza.
Esso è il legame intimo che c’è tra tutte le cose, l’elemento comune a tutto ciò che fa parte del cosmo.
Il Musubi è inoltre la forza armonica e universale che lega indissolubilmente il mondo fisico umano al mondo spirituale.

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