La battaglia di Okehazama 桶狭間の戦い(Okehazama-no-tatakai)

Ebbe inizio nel giugno del 1560 ed in essa Oda Nobunaga sconfisse ed uccise il suo avversario Imagawa Yoshimoto, diventando così uno dei signori della guerra emergenti durante il lungo e travagliato Periodo Sengoku.

Battle of Okehazama - Wikipedia

Tra il maggio e giugno del 1560 Imagawa Yoshimoto con un esercito di circa 25.000 uomini si era messo in marcia verso Kyōto. Entrando del territorio della provincia di Owari sotto il controllo del Clan Oda, si impossessò delle fortezze di confine di Washizu e Marune, prima di accamparsi in una gola ricca di vegetazione nota come Dengaku-hazama.

Gli esploratori di Nobunaga rivelarono la posizione del suo avversario che condusse il proprio esercito nei pressi di un tempio di nome Zenshōji, posto a breve distanza dal nemico e dalla famosa via commerciale nota come Tōkaidō.

Se Nobunaga avesse deciso per un attacco frontale, le sorti del combattimento sarebbero state facilmente prevedibili, essendo le sue forze in inferiorità numerica rispetto al nemico di una proporzione di dieci a uno. Scartata quindi l’opzione dell’assalto in campo aperto, l’opzione di asserragliarsi all’interno del tempio Zenshōji avrebbe significato solo un suicidio solamente ritardato.

Nobunaga optò allora per una terza tattica, ovvero quella dell’attacco a sorpresa all’accampamento di Imagawa.

Nobunaga lasciò un piccolo presidio all’interno del tempio dando loro istruzioni affinché schierassero tutte le insegne e le bandiere di guerra, con lo scopo di dare l’illusione di un maggiore contingente di uomini. Attirando così l’attenzione del nemico riuscì a distrarlo dal movimento del grosso del suo esercito, forte di 3.000 guerrieri, che si mosse rapidamente verso l’accampamento nemico facendosi scudo della vegetazione circostante e seguendo un tragitto circolare di avvicinamento.

L’esercito di Imagawa non si aspettava un attacco di sorpresa ed era per questo poco allertato anche a causa del grande caldo e dei bagordi per i festeggiamenti ricchi di cibo e sakè per celebrare le loro recenti vittorie. L’approssimarsi del nemico venne altresì celato dallo scoppio di un forte temporale che camuffò la gran parte dei rumori.

Il 12 giugno 1560, dopo la fine del temporale, le forze di Nobunaga penetrarono di sorpresa all’interno dell’accampamento nemico da nord, mettendo allo sbaraglio gran parte dei guerrieri di Imagawa e avvicinandosi alla tenda di quest’ultimo senza che egli se ne accorgesse affatto. Quando uscì fuori della tenda Imagawa Yoshimoto 今川 義元 si diede a dare ordini a destra e a manca pensando che i guerrieri che lo circondavano facessero parte del suo esercito, quando si rese conto della verità della situazione tentò una disperata resistenza, ma dopo aver parato diversi colpi venne ferito mortalmente da una lancia.

Imagawa Yoshimoto – Samurai World
Imagawa Yoshimoto 今川 義元

Assistendo alla morte del loro capo e di altri ufficiali, i restanti capi militari dello schieramento di Imagawa Yoshimoto si arresero al nemico e l’esercito venne rapidamente sconfitto. Questa vittoria segnò per Nobunaga un evento miracoloso e una impresa che gli fece guadagnare molta fama e rispetto, segnando altresì il primo passo verso il suo progetto di unificazione del Giappone. Tra gli ufficiali nemici che passarono al servizio dello schieramento di Nobunaga era da annoverare un soldato di nome Matsudaira Motoyasu 松平 蔵人佐 元康 che più tardi sarebbe diventato celebre con il nome di Tokugawa Ieyasu.

Matsudaira Kurandonosuke Motoyasu 松平 蔵人佐 元康
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La Kōka Ryū Ninjutsu

La Kōka-ryū è una scuola di ninjutsu  tra le più famose, insieme a Iga-ryū, ha avuto origine dalla città di Kōka  nella prefettura di Shiga.

Mentre la città di Kōka era sotto la giurisdizione del clan Rokkaku, era una sorta di amministrazione  autonoma composta da unioni di contadini, allora chiamata Sō.

Tutte le decisioni importanti nel comune si prendevano per  plebiscito popolare  a maggioranza dei voti dei vari rappresentanti delegati dal popolo stesso, questo tipo di sistema amministrativo era molto raro per il periodo in questione.

I Ninja appartenenti alla Kōka Ryū vennero addestrati alle tecniche di travestimento, fuga, occultamento, esplosivi, medicine e veleni, combattimento a mani nude e nell’uso di varie armi come il Ninjatō le lame Shuriken.

photo0.jpg - Picture of Koka Ninja House (Koka-ryu Ninjutsu Yashiki) -  Tripadvisor
Kōka Ninja Yashiki

Verso la fine del periodo Muromachi, Sasaki Rokkaku della provincia di Ōmi, usando il castello di Kannonji come base, iniziò a rafforzare costantemente la potenza militare. Prese alla leggera i comandi dello Shogunato di Ashikaga e alla fine li ignorò del tutto. Nel 1487, il generale Ashikaga Yoshihisa portò con sé un esercito per reprimere questa ribellione e ne seguì una battaglia tra gli accampamenti di Ashikaga e Rokkaku. Ashikaga mobilitò Daimyō da diverse province e mosse verso il castello di Kannonji, il quartier generale dei Rokkaku; di conseguenza, Rokkaku Masayori e Rokkaku Takayori (il figlio di Masayori) furono costretti a fuggire al castello di Kōka.

L’accuratezza fattuale della loro fuga è ancora dibattuta e si è giunti alla conclusione che abbiano rinunciato alla città per evitare invece uno scontro diretto.

Ashikaga spostò la sua base ad Anshiyoji del distretto di Kurita e da li attaccò il castello di Kōka.

Kōka cadde, ma Rokkaku Masayori e Rokkaku Takayori fuggirono e ordinarono ai Guerrieri Shinobi Kōka che li seguirono di montare una pesante resistenza contro Ashikaga usando la guerriglia.

Sfruttando il loro vantaggio geografico sulle montagne, i guerrieri Kōka lanciarono una molteplicità di attacchi a sorpresa contro le forze di Ashikaga e le perseguitarono usando fuoco e fumo sul campo di Ashikaga durante la notte.

Questa guerriglia impedì una resa dei conti finale, fino a quando Ashikaga non morì in battaglia nel 1489, ponendo fine al conflitto di tre anni e risparmiando le vite dei due Rokkaku.

L’inafferrabile ed efficace guerriglia usata dai guerrieri Kōka divenne nota in tutto il paese. Come risultato di questa vittoria, i samurai locali nelle 53 famiglie che hanno partecipato a questa battaglia sono stati chiamati “le 53 famiglie di Kōka”.

Questa fu anche la prima volta che i Ninja di Kōka vennero arruolati come esercito regolare dal loro signore. In precedenza, erano solo mercenari e non era raro vedere guerrieri di Kōka su entrambi i lati di una battaglia.

Gruppo Banke Shinobinoden; Insegna Kōka e Iga Ninjutsu in Giappone. Soke Jinichi Kawakami e il suo miglior studente Yasushi Kiyomoto affermano di essere gli ultimi praticanti del Kawakami-Ha Koga Ryu Ninjutsu e del Banda-Ha Koga Ryu Ninjutsu, con loro si distingue anche Sensei Juan Hombre, inizialmente allievo di Soke Shunichiro Yunoki.

Kōga Ryu Wada Ha; Insegnato da Fujita Seiko, il quattordicesimo discendente del Kōka Ryū Wada Ha Ninjutsu.

Fujita era un rispettato artista marziale e istruttore presso la scuola di spionaggio Nakano durante la seconda guerra mondiale, venne anche inviato in Cina in missione. La sua morte nel 1966 pose fine alla tradizione.

Kōka Ryū Kurokawa Ha; Scuola fondata da Yoshiro Kurokawa, portata in Brasile da Kawamura Saiko. Ebio Cleser Borges, il Dōjō-chō del Kōka Ryū Kurokawa Ha Ninjutsu.

Shorinjin Ryu Saito Kōga Ninjutsu; un sistema basato su Yamabushi, il che significa che ha un forte legame con il Lin Qui basato in Cina, motivo per cui ci sono molti concetti cinesi nell’arte. Questa arte è attualmente insegnata da Shannon Kawika Phelps.

Kōka Ryū Yamashiro Ha (Sato Ryū); Insegnato dal defunto Soke Toshitora Yamashiro, noto anche come Kenneth Sato, ha trasmesso la sua arte al figlio adottivo americano Soke Yo Sato (nome giapponese) dato dal padre adottivo. Il vero nome di Soke Sato è Jason Dale Hamilton, e ha due scuole principali, una è in Colorado, l’altra è a Washington. Ci sono numerose altre scuole negli Stati Uniti, in Europa, nel Medio Oriente e in America Latina.

Mugai Ryu; Attualmente insegnato da Kimimaro Sato, questo ryuha è iniziato nella prefettura di Shiga, ma poi ha trasferito la scuola a Edo. Mugai Ryu è un mix di Jigyō Ryū Dakentaijutsu, Yamaguchi Ryū Iaijutsu / Kenjutsu e Hōntai Yoshin Ryū.

Genbukan; Fondato da Soke (Tsunehisa) Shoto Tanemura. Anche se l’organizzazione detiene molte scuole di Ninjutsu legate a Iga, ci sono alcune Kōga Ryūha all’interno, e che sono insegnate liberamente dai Menkyo Kaiden che le conoscono. Sono Kōga Ryū Takeda Ha, Hōntai Kukishin Ryū, Hōntai Takagi Yoshin Ryū, Gikan Ryū e Bokuden Ryū.

Kōga Ha Kōshō Ryū; è un Ryūha che è stato preservato e aggiunto a quello che ora è noto come Kōga Ha Kōshō Shorei Ryu Kempo di Nimr Hassan e James Masayoshi Mitose. Anche se la scuola in sé non è Ninjutsu, il nome e l’arte del Kempo trasmessa da James Mitose hanno tracce del Kōga Ryū all’interno del sistema.

Sei Ryū; insegnato da Juan Hombre, che è l’unica autorità di Koga Ryuha con sede in Europa. Juan Hombre è anche uno studente della Genbukan.

Ten Ryu; una forma di Kōga Ryūha insegnato dalla Toushinkai  Koka Ryu Ninjutsu School  per mezzo di Sensei Rodolfo Turolla. Sensei Turolla ha ricevuto i suoi insegnamenti da Soke Shunichiro Yunoki di Kōga, in Giappone, che è anche il proprietario del Villaggio dei Ninja di Kōga

Sensei Turolla e Sensei Bergamini

Kuro Kumo Ryū Ninjutsu, Di Sensei Alberto Bergamini, rappresentante per l’Italia della Toushinkai  Koka Ryu Ninjutsu School  e per la Fuma Ryū di Sensei Federico Fava

12 | agosto | 2012 |

I Kōga Ninja praticavano molte delle stesse arti delle Scuole di  Iga. I Kōga avevano separato le arti in modo da poterle esercitare ed utilizzare così esclusivamente per ciò che era necessario nelle diverse situazioni. Invece di unire tutti gli insegnamenti e le diverse tecniche, il fatto di separarle ed apprenderle così all’occorrenza  permise loro di concentrarle in modo più ottimale, ma anche di usarle insieme in una combinazione letale.

Alcune di queste arti furono insegnate tra i Samurai, (Bugei Juhappan)  ma poiché i Kōka Ninja furono arruolati come mercenari o come un vero esercito, fu insegnato loro anche ciò che conoscevano i Samurai (Ninja Sanjurokkei).

* Dakentaijutsu: Tecniche basate sui colpi al corpo

* Taihenjutsu: Tecniche di movimento del corpo

* Jutaijutsu: Tecniche del corpo flessibile

* Koppojutsu: Modi per dislocare le ossa (Forma di Dakentaijutsu)

* Koshijutsu: Modi per slogare I muscoli (Forma di Dakentaijutsu)

* Kyushojutsu: Tecniche dei punti vitali

* Dakentaijutsu Gokui Atemi Sakkatsuho Zukai: Metodi segreti per uccidere con i colpi al corpo

* Kenjutsu: Tecniche di Spada

* Battojutsu: Tecniche di estrazione della Spada

* Iaijutsu: Estrazione veloce della Spada

* Kakushi Bukijutsu: Tecniche delle armi nascoste

* Kyujutsu: Tecniche di Tiro con l’arco

* Bōjutsu: Tecniche di bastone Bō

* Jōjutsu: Tecniche con il Jō

* Sojutsu: Tecniche della lancia

* Naginatajutsu: Tecniche con il Naginata

* Kusarigamajutsu: Tecniche con il Kusari Gama

* Kayakujutsu: Tecniche con la polvere pirica

* Suiren jutsu: Tecniche di sopravvivenza in acqua

* Suijutsu:  Tecniche di Nuoto

* Bajutsu: Arte di equitazione

* Hensojutsu: Tecniche di camuffamento

* Shinobi-iri jutsu: metodi furtivi e di infiltrazione

* Intonjutsu: arte della fuga e dell’occultamento

* Hojojutsu: Tecniche per legare gli avversari

* Shurikenjutsu: Arte della lama da lancio

* Ninpō Karumijutsu: Tecniche di fuga

* Hichōjutsu: Tecniche di salto

* Angō: segnalazione

* Jōhō Kaishū: Raccolta di informazioni

* Kyūba: Tiro con l’arco a cavallo

* Buryaku Heihō: Strategia militare

* Chōhō: spionaggio

* Tenmon: meteorologia

* Chimon: Geografia

* Seishin Teki Kyoko: Raffinamento spirituale

Per una maggiore informazione sulle Scuole di Ninjutsu vedere l’articolo: https://kojinnomichi.wordpress.com/2020/05/04/ninpo-sanjurokkei-le-trentasei-specializzazioni-ninja/

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Tessenjutsu 鉄扇術 – Le tecniche Marziali con il ventaglio Giapponese

Il Tessenjutsu (鉄扇術) è l’insieme di tecniche Marziali con l’uso del ventaglio giapponese da combattimento, il Tessen. L’uso del ventaglio in combattimento è menzionato nelle antiche leggende giapponesi. Ad esempio, si narra che Yoshitsune, l’eroe fratello del primo Shōgun Yoritomo, sconfisse il forte Benkei parando i colpi della sua lancia con un Tessen.

Ad insegnargli l’uso del Tessen  fu una creatura mitologica, un Tengu, che lo istruì anche nell’arte della Spada.

AltJapan: Tenguspotting

I praticanti di Tessenjutsu potevano acquisire una grande abilità. Alcuni divennero talmente abili da essere in grado di difendersi contro un attaccante che brandiva una spada, e persino uccidere un avversario con un singolo colpo.

Come molte altre arti marziali giapponesi di quell’epoca, il Tessenjutsu era composto da tecniche molto sofisticate. Nella Storia del Giappone è noto il famoso spadaccino del tardo XVI secolo, Ganryu, (Sasaki Kojirō 佐々木 小次郎, noto come Sasaki Ganryū nato nella prefettura di Fukui, 1583 circa – Ganryū-jima, 13 aprile 1612)  che riuscì a sconfiggere molti nemici armato solo di un Tessen.

Sasaki Kojirō - Wikipedia
Sasaki 佐々木 小次郎, noto come Sasaki Ganryū

Oltre ad essere usato in duelli contro nemici armati di spade e lance, una persona abile riusciva ad usarlo per deviare coltelli e dardi avvelenati lanciatigli contro.

Un po’ di specifiche…

Il Tessen (鉄扇), o tetsu-ten (tetsu (鉄) vuol dire ferro), è uno dei ventagli da combattimento giapponesi. Lungo tipicamente circa 35 cm, ne esistono di due tipi:

  • menhari-gata, di seta o di washi (una carta molto resistente), decorato, a volte anche con lamine di oro o argento, o trattato con petrolio. Ha le stecche fatte o rinforzate con ferro (a volte tutte, in genere 8 o 10, a volte solo quelle esterne);
  • tenarashi-gata, oggetti completamente in ferro a forma di ventaglio chiuso. I tenarashi-gata erano i più popolari tra i Samurai, i quali li usavano anche contro gli avversari di rango inferiore, perché usare la spada contro questi era considerato disdicevole.
TESSENJUTSU, L'ARTE DEL VENTAGLIO Il Tessen (鉄扇) o Tetsu-ten (鉄, tetsu) è  uno dei ventagli da combattimento giapponesi (Tetsu vuol dir… | Tessen fan,  Tessen, Japan
menhari-gata
WDOB.net MAI Weapons :: Tessen - The iron fan of the samurai
tenarashi-gata

L’etichetta del tempo vietava di portare armi all’interno di abitazioni e castelli, per cui i Tessen venivano indossati dai samurai come parte dell’abbigliamento, come era usanza fare con i ventagli normali, che avevano un ruolo nell’etichetta giapponese. Venivano portati sia infilati nell’Obi (la cintura) o tenuti in mano e potevano essere utilizzati come difesa improvvisata.

Oltre i due tipi summenzionati i tessen constavano di altri tre tipi:

  • sensu-gata, il ventaglio comune;
  • maiohgi-gata, i tradizionali ventagli degli spettacoli giapponesi;
  • bessen-gata, i ventagli usati per dirigere le truppe militari in guerra.

Di questi ultimi abbiamo:


– l’Uchiwa 団扇, un ventaglio di metallo o legno, portato dagli alti ufficiali e che aveva varie funzioni (scudo contro le frecce, protezione dal sole e per trasmettere ordini ai soldati);

Piccole curiosità dal Giappone: i ventagli giapponesi Uchiwa e Sensu |  AnimeClick
Uchiwa 団扇


– il Gunsen軍扇, ventaglio pieghevole, portato dai soldati, aveva le stecche interne di bronzo, o altro metallo, e quelle esterne di ferro;

File:Gunsen fan.JPG - Wikipedia
Gunsen軍扇


– il Saihai采配, usato nell’esercito per trasmettere ordini di spostamento delle truppe. Era composto da un ciuffo di stoffa attaccato ad un bastone.

Japanese long Saihai Gunbai gunsen battle yoroi katana samurai koshirae  busho in 2020 | Japanese antiques, Samurai art, Sword hilt
Saihai采配
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Shuriken Jutsu 手裏剣術 – Quarta ed ultima parte

Le tecniche di Shuriken Jutsu è stato possibile tramandarle fino ad oggi era anche grazie al fatto che molte Koryu Bujutsu 古 流 武術, (Antiche Scuole Tradizionali di Arti Marziali), avevano queste abilità accluse nel loro insegnamento.

Questo vale per scuole come ad esempio il Katori Shinto Ryū, Tatsumi Ryū 立身 流, Yagyu Shingan Ryū 柳生 心眼 流, Kukishin Ryū九 鬼神 流, Togakure Ryū, ecc.

Oggi sembra che lo Shuriken Jutsu stia guadagnando sempre più popolarità, anche perché le informazioni sono più fruibilie grazie a questo, lo Shuriken Jutsu viene insegnato in molti Dōjō di Arti Marziali come complemento.

Ad esempio nella  Iwama-Ryū 岩間流 di Aikidō nella Prefettura di Ibaraki gli studenti hanno un grande interesse ad apprendere le abilità dello Shuriken Jutsu così ben gestite dal loro insegnante Morihito Saito 斉 藤 守 弘.

La possibilità di praticare queste tecniche è stato piuttosto restrittiva fino a tempi recenti, gli studenti infatti, dovevano firmare un giuramento e inoltre, dovevano ottenere ancora un permesso dallo stesso Gran Maestro, che valutava se accettarli o meno.

Successivamente, quando produrre ed importare  gli Shuriken divenne più conveniente, sia in termini di importazione, furono prodotti appositamente, soprattutto nelle Scuole che avevano una lunga tradizione, in tutti i Dōjō o le famiglie che avevano i loro fabbri, forgiavano le lame quando era necessario.

La maggior parte del Sōgō Bujutsu,  (Arti marziali che includono più discipline), hanno nel loro bagaglio tecnico anche lo Shuriken Jutsu, come Yagyu Shingan Ryū, Katori Shinto Ryū e così via, avendo assorbito tutte le idee innovative nel loro insegnamento.

Una volta che la Tradizione metteva radici nelle varie Scuole e si trasmettevano i Kihōn (forme base) delle lame, ogni Scuola sceglieva la forma tipica degli Shuriken, che in seguito hanno iniziato ad essere tipici della scuola.

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Shuriken Jutsu 手裏剣術 – Terza parte

Alcune fonti affermano che alcuni Shuriken vennero forgiati come le lame delle spade giapponesi, quindi realizzati in acciaio molto solido e duro, ma era piuttosto raro.

Nella maggior parte dei casi gli Shuriken venivano realizzati con materiali comunemente disponibili e la loro fabbricazione non era così accurata, il motivo era che la maggior parte degli Shuriken venivano persi o rimanevano conficcati nel terreno (o attaccati all’avversario) .

Il loro scopo principale era rallentare l’azione dell’avversario o distogliere la sua attenzione. Se fossero stati forgiati e realizzati con cura, sarebbe stato necessario un sacco di tempo e fatica e certamente non sarebbero stati scartati dopo un utilizzo.

I Bo Shuriken, la cui forma è più simile a un aculeo, potevano  essere considerati anche  oggetti come bacchette o forcine.

La Togakure Ryu usava anche i Bo Shuriken in combinazione con Shuko 手 虎 che era un’arma specifica per questa scuola che assomigliavano agli artigli, l’inserimento di Bo shuriken nella “fascia” posta sul polso degli Shuko, dalla parte interna (Quindi sul palmo della mano) consentiva di creare attacchi, colpi e tagli alle mani molto più devastanti.

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Shuko 手 虎

Otsuka Sensei (Soke Meifu Shinkage Ryu) pensava che i Bo shuriken fossero parti di attrezzi per il lavoro agricolo, come ad esempio i Senbakoki 千 歯 扱 き che è uno strumento che sarebbe servito per “pettinare” il riso o il mais sviluppato durante il periodo Tokugawa.

Senbakoki 千 歯 扱 き

Altri oggetti usati come Shuriken erano ad esempio i Kōgai 笄, i Kozuka 小 柄, gli Hashi 箸, gli Hibashi 火 箸 e gli Hari 針, tutti oggetti lunghi e sottili a forma di coltelli o aghi usati per gli indumenti tradizionali o di uso casalingo e sarebbero adatti come armi da lancio.

Il  Kōgai è fondamentalmente un piccolo “punteruolo”  lungo, appuntito e di metallo che sembra venisse utilizzato dai Samurai per essere piantato nelle teste dei guerrieri sconfitti e decapitati, avendo il loro “Mon” impresso, certificava che quel guerriero era stato ucciso dal Clan il cui Mon era impresso nell’impugnatura del Kōgai stesso.

TWO Ô-KOGAI 大笄 | NIHONTO
Kōgai 笄

Il Kozuka è un piccolo coltello posto nel lato della Saya, il fodero della spada.

Nella Saya c’erano due scanalature per alloggiare sia il Kōgai che il Kozuki che facevano parte del set di spada.

File:Kozuka.JPG - Wikimedia Commons

Gli Hashi sono bacchette tradizionalmente realizzate in bambù o altri tipi di legno. Alcuni di loro sono stati realizzati in metallo in modo che potessero venire utilizzati anche come arma da lancio.

Si dice che il fondatore del Daito Ryu Aiki Jujutsu 大 東流 合 気 柔 術, Sokaku Takeda 惣 角 武田, indossasse il proprio set di bacchette che possedevano un’estremità appuntita e pronte a cambiare in qualsiasi momento in un’arma efficace.

Gli Hibashi sono bastoncini o pinze di metallo per la manipolazione del carbone caldo. Otsuka Sensei supponeva che gli Hibashi dessero origine alle lame sviluppate dalla scuola Shirai Ryu 白 井 流.

火箸(ひばし)
Hibashi 火 箸

Gli Hari sono ferri da maglia, prodotti in molte lunghezze e spessori, a seconda dello scopo che servivano. Otsuka Sensei ritiene che questi attrezzi dalla forma ad ago e progettati per cucire la pelle fossero l’antenato delle lame utilizzate nella Negishi Ryu 根 岸 流.

Questo spiegherebbe perché molte lame usate nella Negishi Ryu avessero anelli o fori all’estremità. È possibile che infilassero nei fori o negli anelli delle nappe o delle corde che permettessero un più facile trasporto ed una maggiore stabilità nella traiettoria di lancio.

Dopo le riforme Meiji, queste tecniche vennero abolite, per poi rinascere dopo la seconda guerra mondiale. Molte Arti Marziali simili vennero soppresse durante l’occupazione americana, così come la tradizionale lavorazione della spada giapponese. Tuttavia, negli anni a venire aumentò l’interesse verso la cultura Marziale Giapponese e il patrimonio culturale di questo paese attrasse molti occidentali.

La Shirai Ryu 白 井 流 non sarebbe esistita a lungo se Soke Saito Satoshi non avesse fatto rivivere l’arte di questa scuola di Shurikenjutsu e l’avesse inserita nella scuola Negishi Ryu. Ora studenti provenienti da tutto il mondo visitano il Giappone per apprendere queste tecniche.

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Shuriken Jutsu 手裏剣術 – Seconda parte

La storia dello Shuriken Jutsu è molto antica ma è piuttosto difficile rintracciare dati e informazioni specifici sull’origine delle singole Scuole e Tradizioni, ci sono infatti pochissimi documenti storici da cui attingere.

Le tecniche stesse erano anche la parte più segreta dell’apprendimento delle scuole e come tali non venivano annotate, ma tramandate soprattutto per Okuden 奥伝 (Insegnamento segreto trasmesso per via orale) in modo che le scuole conservassero la loro Tradizione.

Hatsumi Sensei's Shuriken-jutsu in 1964 - BKRBUDO

L’unica documentazione a cui fare riferimento è sottoforma di Densho 伝書(pergamene) il cui contenuto verrebbe mostrato solo agli studenti più devoti della scuola e dopo un lungo periodo di studio.

Molto più comune era che queste tecniche vennero trasmesse sotto forma di Kuden 口伝 (trasmissione orale) dalle singole scuole da insegnante a studente ,c’è da dire comunque che gli Shuriken non sono mai stati utilizzati come armi principali delle varie Scuole, ma solo aggiunti a spade e altre armi.

La cronaca Nihon Shoki 日本 書 紀 (600 d.C.) menziona il lancio di pietre chiamate Ishihajiki. È possibile che in questo caso per lanciare pietre venne utilizzata la fionda.

L’opera Kojiki 古 事 記 che è probabilmente la più antica cronaca giapponese descrive una storia in cui c’è un passaggio dove il Principe Yamato lancia una bacchetta nell’occhio del cervo bianco, riuscendo così a ucciderlo.

Un’altra opera storica, il Man’Yōshū 万 葉 集, risalente al VIII secolo, descrive il lancio di frecce e altrove possiamo trovare una nota sull’uso di Tsubute – pietra piatta – (Vista nella prima parte di questo articolo) da lanciare al nemico.

Nei Documenti di Guerra chiamati Gosennen No Eki 後 三年 の 役 (1083-1087 AD) recante il nome Hiyori No Ki contiene un passaggio che descrive il lancio di una lama corta nascosta nella mano del guerriero – Shuriken Ni Utsu (letteralmente: Attacco con una lama nella sua mano). Secondo alcune fonti questa osservazione potrebbe essere l’origine della parola di Shuriken.

Osaka Gunki 大阪 軍 記 – un documento militare che tratta della Guerra di Osaka contiene una sezione che dice: “Tadamasa si salvò dal nemico perché estrasse il suo Wakizashi e lo lanciò come uno Shuriken”.

Si sostiene che Tadamasa abbia successivamente creato il primo Shuriken chiamato Tanto Gata dalla lama della spada corta.

Le Cronache di Heike Monogatari 平 家 物語 e Gikeiki 義 経 記 menzionano la pratica di Ishi Nage 石 投 げ o il lancio di pietre.

Le pietre erano appositamente sagomate per essere lanciate meglio e prendevano il nome di Totekibuki 投擲 武器 chiamate successivamente Tsubute 礫 che significa “lanciare una pietra”.

In un secondo tempo gli tsubute vennero fabbricati in ferro prendendo il nome di Tetsutsubute 鉄 礫, molto probabilmente furono i primi Senban Shuriken.

Al momento possiamo vedere differenti tipologie di Shuriken che suggeriscono che lo sviluppo delle tecniche di costruzione e l’utilizzo di queste armi fosse piuttosto frammentato e avvenisse tra Scuole differenti ed in aree isolate.

Secondo Otsuka Yasuyuki 大 塚 保 之, Gran Maestro del Meifu Shinkage Ryu Shuriken Jutsu 明 府 真 影 流 手裏 剣 術 non esisteva uno standard o un formato per la produzione o l’uso degli shuriken, a differenza della spada giapponese, e questo avrebbe favorito la creazione di diverse Scuole di Shuriken Jutsu.

手裏剣術 SHURIKENJUTSU

Someya Chikatoshi 親 俊 染 谷 ha cercato di creare delle categorie di Shuriken nel suo libro “Shuriken Giho 手裏 剣 技法” ma ha ammesso che la carenza di documentazione storica ha reso ogni teoria  altamente astratta e ci sono molti esempi che non rientrano nella sua classificazione.

Molte fonti che descrivono lo sviluppo di diversi tipi di Shuriken sono spesso teorie, con certezza possiamo solamente dire che queste armi sono spesso create da oggetti che si sono tramandati e si trovano ancora oggi.

Ad esempio si sostiene che le lame usate dalle scuole Chishin Ryu 知 新 流, Katori Shinto Ryu 香 取 神道 流 abbiano utilizzato un tipo di Wakugi 和 釘 (Tipo di chiodo) perchè era il materiale più adatto per la creazione di Bo Shuriken di una certa forma.

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Wakugi 和 釘

Nel periodo Meiji questi chiodi erano quadrati e avevano spessore e  lunghezza diverse a seconda dell’applicazione, dopo il periodo Meiji la loro sezione cambiò in rotonda.

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Shuriken Jutsu 手裏剣術 – Prima parte

Le tecniche di Shuriken Jutsu (Arte del lancio degli Shuriken) vengono spesso scambiate per un’abilità esclusiva delle scuole di Ninjutsu 忍術, in realtà  queste tecniche vennero utilizzate dalle Scuole Tradizionali di Arti Marziali Giapponesi e quindi dai Samurai 侍 .

La parola Shuriken è scritta usando questi tre caratteri: 手裏 剣 che letteralmente tradotta significa “lama nascosta nella mano”.

Analizzando più dettagliatamente, la parola Shu 手 significa mano o palmo, mentre per la parola Ri 裏 è necessaria una conoscenza più approfondita del giapponese ma spiegandola in modo più semplice, possiamo evidenziare l’idea di “inverso, posteriore o nascosto”.

Combinando “Shu” e “Ri” si ottiene il concetto di “nascosto nella mano o nel palmo”, mentre la parola Ken 剣 significa lama.

L’ultimo termine è la parola Jutsu 術, che significa “abilità o arte”.

Esistono fondamentalmente due tipi di Shuriken: Il Bo Shuriken 棒 手裏 剣 e lo  Shaken 車 剣 o Hira shuriken 平 手裏 剣.

I Bo Shuriken sono lame lunghe e sottili all’estremità forgiate e lucidate dallo spessore e dalla forma variabili.

Gli Shuriken Hira sono fogli sottili e metallici con un numero diverso di punte, solitamente a forma di “stella marina”. La Scuola Meifu Shinkage Ryu si concentra esclusivamente su Bo shuriken.

I Bo Shuriken sono suddivisi in diverse forme di base, la prima è la forma a forma di ago lungo, chiamata anche Hari Gata 針 形, la seconda forma è abbastanza simile alla prima chiamato Kugi Gata 釘 形. Un altro tipo è il Tanto Gata 短 形, erano coltelli di forma molto simili.

Hari Gata 針 形

Gli Shuriken Hira possono anche essere divisi in diversi sottogruppi. Un tipo di Hira Shuriken è il Senban Shuriken 銛 盤 手裏 剣 che è stato usato da Shinobi 忍 び nella scuola Togakure Ryu Ninpo Taijutsu 戸 隠 流 忍 法 体 術.

Senban Shuriken 銛 盤 手裏 剣

L’origine del Senban Shuriken non è nota ma si può presumere che possa trattarsi di oggetti usati dai falegnami per unire le superfici in legno.

Un’altra ipotesi suggerisce che potrebbe essere uno strumento utilizzato per rimuovere i chiodi dal legno.

Gli strumenti del falegname per tirare i chiodi presumibilmente hanno ispirato i Teppan 鉄 板, che sono versioni più grandi degli Shuriken Senban, hanno forma quadrata e la loro larghezza può arrivare fino a 12 cm. A questo gruppo di shuriken vengono generalmente classificati anche gli Tsubute 礫 (つ ぶ て) che erano essenzialmente rocce scheggiate e adattate per essere lanciate.Un altro tipo di Shuriken insolito era lo Hishigane 菱 金 che erano sostanzialmente delle monete dai bordi affilati.

Teppan 鉄 板
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Ninja no Shokumotsu – La Dieta dei Ninja 忍者の食物

“Si dice che gli esseri umani siano diventati più deboli da quando hanno iniziato a mangiare cibi cotti. Gli shinobi no mono si cibavano normalmente di riso integrale non brillato, ma riso bianco quando dovevano avere le forze necessarie per combattere. Questo non semplicemente perché il riso bianco è più digeribile ed energetico, ma anche perché il riso bianco era visto come un simbolo di vittoria.

Mentre le arti marziali contengono tecniche Omote (evidenti 表) e tecniche Ura (nascoste 裏), la dieta del Ninja aveva ed ha tre facce: Omote, Ura e Kū (vuoto 空).

Con la dieta Ura i praticanti riempiono il Vuoto con tutto ciò che possono, e si cibano in modo squilibrato, diverso e vario.

Condurre una vita deliberatamente insolita  aiuta anche ad abituarsi a cibarsi fuori orario (come i turnisti), infatti quando il Ninja è in missione sotto copertura, potrebbe trascorrere lunghi periodi senza essere in grado di vivere di giorno, e quindi utile addestrarsi a non avere abitudini.

Le persone comuni tendono a considerare questi stili di vita non consoni, ma i Ninja dovevano avere  il controllo totale delle proprie vite (abitudini comprese) e il loro seguire la perseveranza li aiutarono a perfezionare le abilità necessarie per trasformare il non convenzionale in attività comuni.

Il Ninja deve essere in grado di accettare di buon grado anche l’imprevisto.

Avere una dieta quotidiana sana, ricca di verdure fresche, è la base per costruire un corpo forte, robusto, agile in modo da essere in grado di sostenere il proprio addestramento.

Per una  dieta adatta ad un Ninja  si dovrebbe mangiare  riso integrale, tōfu, sesamo, zuppa di miso, il tutto senza sale o zuccheri, cibi crudi e verdure colorate.

Altra cosa importante è mangiare tutto, senza preferenze o sofisticazioni, masticando bene e con calma, per avvertire la sazietà prima che lo stomaco sia pieno. Questo è utile per riprendersi dalla stanchezza mentale e fisica.

I soldati in guerra venivano nutriti con razioni militari i cui principi costituenti erano i semi di soia, il riso integrale e le prugne sottaceto.

I fagioli di soia in particolare sono conosciuti come “cibo del guerriero” o “cibo magico”, poiché possono essere trasformati in miso, salsa di soia e tōfu, sono inoltre pieni di proteine vegetali.

Quello che un tempo era considerato “magico”, oggi abbiamo la possibilità, grazie anche alla Scienza dell’Alimentazione, di riconoscere i valori nutrizionali degli ingredienti di questa dieta.

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La Polizia Feudale Giapponese dall’era Tokugawa alla Meiji

Nel Giappone feudale , i singoli gruppi militari e cittadini furono i principali responsabili della difesa fino all’unificazione del Giappone da parte di Tokugawa Ieyasu nel 1603.

Durante il periodo Edo (1603–1868), lo shogunato Tokugawa formò un governo feudale centralizzato.

I guerrieri samurai che una volta proteggevano il Giappone dai nemici stranieri e si combattevano per la supremazia divennero la nuova polizia e la forza di sicurezza interna.

Durante il periodo Edo lo shogunato autoritario Tokugawa istituì un elaborato stato di polizia e sicurezza, fu sviluppata una gerarchia amministrativa ed entrarono in vigore regole e regolamenti che controllarono molti aspetti della vita in Giappone.

Questo nuovo sistema di governo venne definito come stato di polizia, forse il primo al mondo.

Nel 1868 l’era dei samurai terminò con il rovesciamento dello shogunato Tokugawa e un nuovo governo entrò al potere ( governo Meiji ) e la classe dei samurai fu infine abolita.

Nel 1872, un ex samurai, Kawaji Toshiyoshi , fu inviato in Europa per studiare i sistemi di pubblica sicurezza e suggerì una ristrutturazione basata in parte sui sistemi francese e prussiano.

Nel 1874 fu creata una forza di polizia nazionalizzata utilizzando i sistemi di polizia europei come modello.

Questa nuova forza di polizia fu l’inizio del moderno sistema di polizia in Giappone, sebbene inizialmente fosse dominata da ex samurai di Satsuma, che fecero parte della forza trainante dietro la rimozione dello shogunato Tokugawa.

La nuova polizia del periodo Meiji continuò il metodo precedente del periodo Edo che controllava il comportamento sociale e la sicurezza interna, nonché la prevenzione e la risoluzione dei crimini.

L’apparato di polizia del periodo Edo utilizzava una burocrazia a più livelli che usufruiva dei servizi di un’ampia varietà di cittadini giapponesi.

Samurai di alto e basso rango, ex criminali, privati ​​cittadini e persino gruppi di cittadini ( Gonin Gumi 五人組) parteciparono al mantenimento della pace e al rispetto delle leggi e dei regolamenti del precedente shogunato Tokugawa.

Durante il periodo Edo, i samurai di alto rango fedeli allo shogunato Tokugawa ( hatamoto 旗本 – “sotto le insegne”) furono nominati machi-bugyō 町奉行 (amministratori o commissari della città).

I machi-bugyō svolsero ruoli come capo della polizia, procuratore, giudice e altre attività legate alla giustizia, sia penali che civili a Edo e in altre grandi città.

Subalterno al machi-bugyō c’erano gli Yoriki  与力, anch’essi samurai, gestivano pattuglie e unità di guardia composte da funzionari di polizia di rango inferiore.

Gli Yoriki, essendo di una classe superiore, erano in grado di montare a cavallo mentre svolgevano i propri doveri e gli venne affidato il compito di svolgere incarichi di grande importanza.

Sottoposti agli Yoriki c’erano i Dōshin 同心, samurai di classe inferiore rispetto agli Yoriki svolgevano i compiti di guardia carceraria e ufficiale di pattuglia che richiedevano uno stretto contatto con la gente comune (chōnin 町人), indagavano su omicidi e contribuirono alle esecuzioni.  La polizia del periodo Edo faceva molto affidamento sui cittadini comuni per l’assistenza, dagli abitanti medi dei villaggi alle caste emarginate hinin 非人.

I membri degli emarginati giapponesi erano particolarmente utili nel sorvegliare e giustiziare i prigionieri e nel sistemare i corpi, qualcosa che i samurai si rifiutavano di fare trovandolo ripugnante (di cattivo gusto).

I Komono non erano samurai ma servivano con i Doshin pattugliando con loro e fornendo assistenza.

Gli Okappiki 岡引 (Investigatori) appartenevano alla classe più bassa degli emarginati, spesso ex criminali  lavoravano per i Dōshin come informatori e spie.

I Gōyokiki o meakashi erano chōnin o hinin che venivano assunti dagli stessi residenti e commercianti locali per lavorare come assistenti di polizia in quartieri particolari, erano spesso ex criminali.

Il termine “tesaki” fu usato per descrivere gōyokiki o meakashi più tardi nel periodo Edo.

La polizia del periodo Edo usava una varietà di armature e portava armi letali e offensive per catturare i sospetti criminali, utili a fermare se possibile, senza nuocere gravemente i sospetti criminali, questo significa che dovettero creare armi e tattiche speciali per svolgere questo compito.

Le “stazioni di polizia” del periodo Edo dovevano mantenere sei tipi di armi ( Banshō rokugin ばんしょ ろくぎんo Keigō roku-go けいご ろくーご) da utilizzarsi in caso di disturbi.

Queste armi erano il Kanamuchi かなむち, il Kiriko no bo カナボ, il Tettō 鉄刀, il Sodegarami 袖搦, lo Tsukubō 突棒e il Sasumata 刺股, questi ultimi tre prendevano insieme il nome di Torimono sandōgu 捕り物三道具 (“tre strumenti di arresto”).

鉄鞭 | 近世期絵入百科事典
Kanamuchi かなむち
Sodegarami 袖搦
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E’ ordinabile da Amazon! “I GUERRIERI SHINOBI FRA STORIA E LEGGENDA” DI GIAN PIERO COSTABILE E ALBERTO BERGAMINI

E’ ordinabile da Amazon! “I GUERRIERI SHINOBI FRA STORIA E LEGGENDA” DI GIAN PIERO COSTABILE E ALBERTO BERGAMINI – Scrivere un libro sulla storia dei Ninja potrebbe apparire al lettore attento, alquanto ripetitivo, molto infatti è stato scritto su questi personaggi misteriosi che nell’immaginario collettivo vengono considerati metà tra guerrieri e maghi, cercheremo quindi di approfondire il più possibile tutti gli argomenti più o meno conosciuti, fino a rendere questo volume un vero e proprio “vademecum” da consultare per tutti gli appassionati di Arti Marziali Tradizionali o praticanti di Ninjutsu/NinPō.

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I vari tipi di Metsubushi 目潰し

Metsubushi (目潰し metsubushi, cieco, annebbiamento), è la definizione che prende l’insieme di strumenti e tecniche usate nel Giappone feudale da Ninja e successivamente dagli Oniwaban e dagli Yoriki  与力  (membri del samurai di classe del Giappone feudale. Yoriki significa letteralmente aiutante o assistente) per accecare temporaneamente o permanentemente un avversario.

Il Gantsubushi – 顔 潰 (impadronirsi del viso /offuscare i sensi) e  simile al metsubushi (目 潰) o polvere accecante, il gantsubushi è una postura e un movimento che blocca i sensi dell’avversario colpendo da una posizione nascosta. 

Un tipo di Metsubushi (inteso come strumento) era usato dalla Polizia Shinsengumi  新 選 組per soffiare pepe macinato o polvere negli occhi di un sospettato recalcitrante o non collaborativo.

Suikuchi dōgu – Soku Dogu 吸口道具, Soku Toki 息討器

 Viene descritto come una scatola di legno laccato o di ottone con una bocchetta larga in cui soffiare e un foro o un corto tubo sull’estremità opposta per dirigere la polvere negli occhi della persona da catturare.

 Un tipo molto comune di Metsubushi era una polvere composta da cenere, pepe macinato, fango, farina e polvere, ma per infliggere gravi danni, poteva  anche contenere polvere di vetro.

Al contrario degli Yoriki e della polizia imperiale i Ninja utilizzavano Uchidake (https://kojinnomichi.wordpress.com/2020/03/22/shinobi-rokugu-%e5%bf%8d%e3%81%b3%e5%85%ad%e5%85%b7-uchidake-%e5%86%85%e7%ab%b9-o-tsukedake-%e4%bb%98%e7%ab%b9/) o uova vuote (happō), o piccole tasche interne allo Shinobi Shozoku. Di fronte a un aggressore, una persona avrebbe lanciato  la polvere metsubushi negli occhi dell’attaccante, accecandolo.

Uchidake, Uchidake内竹 – Happō はっぽう


Abbiamo già citato i componenti usati nella  polvere per accecare o disorientare temporaneamente o in modo permanete un avversario, o che veniva usata sia per difendersi che per facilitare la fuga.

Nel tempo, furono sperimentate diverse miscele, come polvere da sparo, zolfo, pepe, pietre, cenere, veleni, tra gli altri.

Ciò che ha definito quale miscela utilizzare è stata la missione, in base al carattere e allo scopo della stessa.

Questo medesimo effetto viene utilizzato nelle moderne forze per le operazioni speciali, nelle loro tecniche di combattimento, usano granate “flashbang” con lo stesso obiettivo con cui sono stati sviluppati i Metsubushi: disorientare, confondere, bloccare o distrarre potenziali minacce.

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Periodo Sengoku – La guerra di Ishiyama Hongan-ji (石山合戦 Ishiyama Kassen)

Avvenne tra il 1570 e il 1580 del periodo Sengoku in Giappone, e fu una lunga campagna di Oda Nobunaga contro una serie di fortificazioni, templi e comunità appartenenti agli Ikkō-ikki nella provincia di Settsu. Il centro della campagna si focalizzò nella conquista della roccaforte di Ishiyama Hongan-ji, che si trova nei pressi dell’attuale Osaka. Mentre Nobunaga e i suoi alleati guidavano attacchi contro le comunità e le fortificazioni di Ikki nelle province vicine, indebolendo la struttura di supporto di Hongan-ji, un altro esercito rimase accampato fuori dall’Hongan-ji bloccando i rifornimenti alla fortezza e servendo come scout.

Ishiyama Hongan-ji War - Wikipedia

Nell’agosto 1570 Oda Nobunaga lasciò il castello di Gifu con 30.000 uomini e ordinò di costruire delle strutture attorno a Ishiyama. Il 12 settembre gli Ikkō-ikki lanciarono un attacco a sorpresa notturno contro Nobunaga a Kawaguchi e Takadono. Gli Ikki erano stati rinforzati da altri monaci guerriri della provincia di Kii e 3.000 moschettieri e forzarono Nobunaga al ritiro.

Mentre Nobunaga stesso si concentrò nell’assedio di Nagashima e ad altre campagne contro gli Ikki delle province vicine, una parte della sua armata restò accampata attorno a Ishiyama per sorvegliare gli Ikki e bloccare i rifornimenti.

Dopo aver ridotto il supporto agli Ikki, Nobunaga cercò di piegare la fortezza per fame. Tuttavia non era un compito facile poiché la fortezza di Ishiyama si trovava sulla costa, che era sorvegliata dalla flotta del clan Mōri, maestri del combattimento navale e dei nemici del clan Oda. Comunque nel 1575 la fortezza ebbe un bisogno urgente di rifornimenti e l’abate Kōsa era pronto a dare inizio a una trattativa per una resa con Nobunaga per porre fine all’assedio. Ma l’estromesso Shōgun, Ashikaga Yoshiaki, inviò una lettera a Mōri Terumoto per chiedere il suo aiuto per portare rifornimenti alla fortezza.

Nell’aprile del 1576 l’esercito Oda attaccò con 3.000 uomini sotto il comando di Akechi Mitsuhide e Araki Murashige. In quel momento attorno alla fortezza centrale erano stati costruiti 51 avamposti, molti dotati di squadre archibugi. Tuttavia gli aggressori furono rapidamente respinti da 15.000 difensori. 

Oda Nobunaga fu costretto a rivedere le proprie tattiche e iniziò ad attaccare chi dava supporto agli Ikki. Mandò Toyotomi Hideyoshi a guidare un assalto alla fortezza dei monaci a Negoro-ji.

Nobunaga arruolò Kuki Yoshitaka per iniziare un blocco navale e distruggere le linee di rifornimento della fortezza. Nell’agosto 1576, nella prima battaglia di Kizugawaguchi il blocco fallì. Ma Kuki Yoshitaka ritornò due anni dopo con nuove e massicce navi da guerra e, nella seconda battaglia di Kizugawaguchi, ruppe definitivamente le linee di rifornimento dei Mōri.

A quel punto l’assedio iniziò a oscillare a favore di Nobunaga. La maggior parte degli alleati degli Ikki era già all’interno della fortezza quindi non avevano nessuno a cui potessero chiedere aiuto. Uesugi Kenshin, uno dei più forti nemici di Nobunaga e, quindi, tra i più forti alleati dell’Ikki, morì nel 1578, e il clan Mōri perse il loro Castello di Miki nel 1580. Tra il 1578 e il 1580 gli Ikki uscirono dalla fortezza molte volte sotto la guida di Shimozuma Nakayuki per affrontare gli eserciti degli Oda. Ma nell’aprile del 1580 i difensori si trovarono quasi senza munizioni e cibo. L’Abate Kōsa tenne una consulta con i suoi colleghi e, poco dopo, ricevette un messaggio dall’Imperatore del Giappone stesso chiedendo che gli Ikki si arrendessero. Non era un segreto che questa lettera fosse stata promossa da Nobunaga, ma ciò non avrebbe cambiato il potere di una richiesta imperiale; Kōsa si arrese diverse settimane dopo e i combattimenti terminarono finalmente alcuni mesi dopo, nell’agosto del 1580.

Nobunaga risparmiò la vita a molti dei difensori, tra cui Shimozuma Nakayuki, ma bruciò la fortezza. Tre anni dopo Toyotomi Hideyoshi iniziò nello stesso sito la costruzione del Castello di Osaka.

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“I GUERRIERI SHINOBI FRA STORIA E LEGGENDA”

A brevissimo sarà in uscita ed acquistabile su Amazon il libro sul Ninjutsu scritto dal Maestro e grande amico Gian Piero Costabile! IMPERDIBILE!!!

PREFAZIONE

Scrivere un libro sulla storia dei Ninja potrebbe apparire al lettore attento, alquanto ripetitivo, molto infatti è stato scritto su questi personaggi misteriosi che nell’immaginario collettivo vengono considerati metà tra guerrieri e maghi, cercheremo quindi di approfondire il più possibile tutti gli argomenti più o meno conosciuti, fino a rendere questo volume un vero e proprio “vademecum” da consultare per tutti gli appassionati di Arti Marziali Tradizionali o praticanti di Ninjutsu/NinPō.

Partiremo dall’etimologia del termine “Ninja”, che affonda le sue radici nei Kanji stessi  on’yomi  che derivano dal cinese medio, una forma arcaica che viene utilizzata per leggere il kanji in presenza di parole formate da due o più kanji. In questo caso specifico  la lettura dei due kanji 忍者, in  kun’yomi (lettura semantica) viene pronunciato shinobi,.

Cercheremo inoltre di dare una linearità documentata della figura dello Shinobi attraverso argomenti che vedono protagonisti famosi, dall’Imperatore Jinmu,  a Takeda Shingen, finanche Oda Nobunaga, utilizzare strategicamente i Guerrieri dell’Ombra per affidare loro missioni straordinarie che nessun guerriero sarebbe stato in grado di portare a termine.

Vedremo anche questi Guerrieri dell’Ombra percorrere gli strati del tempo attraverso le varie epoche storiche, dal Periodo Nara (710-794) al Periodo Heian (794-1185) fino al Kamakura (1185-1333), all’Azuchi Momoyama (1573-1603) e ancora dal Periodo Edo (1603-1868) al Periodo Meiji (1868-1912).

Ma in questo libro si potranno trovare informazioni sulle due più antiche e importanti scuole di ninjutsu del Giappone Medievale, ovvero  la Iga-ryū (scuola di Igae la Koka-ryū (scuola di Koka), e le loro peculiarità.

Ovviamente non potranno mancare dettagli utili (a volte pratici) che partono dal Ninja Seishin (perfezionamento spirituale),  che coinvolge anche pratiche filosofiche che toccano dal giapponese Onmyodō (陰陽道 o in’yōdō, la via dello yin e yang – un insieme di teorie occultistiche e di scienze naturali, sviluppato su una base della filosofia cinese, del Wu Xing (i cinque elementi che tratta delle cinque fasi del Chi/Ki) che in Giappone prende il nome di Gogyō, fino alla pratica di derivazione buddhista Shingon chiamata “Sanmitsu” (I tre tesori), in cui Mandala, Mudra (Intreccio delle dita), e Mantra (Recitazione di sutra o Jumon – Parole cariche di potere) vedono il Ninja acquisire delle Paramita (In Giapponese Haramitsu ovvero qualità sovrumane).

Tratteremo altresì il durissimo addestramento che i Ninja dovevano compiere, ed anche i Ningu e i Ninki, le varie attrezzature adatte per  svolgere le missioni, finanche indagheremo sul Genjutsu, la magia ninja con i suoi Gofu (talismani), in grado anche di paralizzare i nemici.

 Approfondiremo il Gunryaku Heihō (antiche strategie militari) che gli Shinobi per diventare quegli invincibili guerrieri dell’ombra di cui anche il cinema ha conosciuto il fascino.

In questo libro potrete trovare anche delle descrizioni riguardanti scene di vita dei Ninja, come presumibilmente vivevano e come erano strutturate le loro case (Ninja Yashiki), a volte munite di stratagemmi come l’Uguisu-bari, un congegno a cerniera nascosto sotto le assi del pavimento che se calpestato emetteva una sorta di cinguettio mettendo così in allarme gli abitanti.

Un capitolo a parte verrà dedicato allo Shugendo 修験道, pratica religiosa che ha origine nel Periodo Heian che nasce come sincretismo tra Buddhismo Esoterico e Shintoismo.

Chiuderà l’opera una analisi dei tre testi più diffusi che i Ninja ci hanno lasciato, sto parlando del Bansenshukai 萬川集海; letteralmente: “I diecimila fiumi convergono nel Mare “, 11 volumi su tecniche, strategie, Meteorologia, Ninki e ningu, etc..etc. Il Ninpiden o Shinobi Hiden è un autentico manuale del ninjutsu scritto da Hattori Hanzo nel 1560. È considerato uno dei tre testi storici chiave del ninjutsu, insieme al Bansenshukai e appunto allo Shōninki , testo redatto dal maestro ninja Natori Masazumi nel 1681, suddiviso in tre Denshō , Shomaki, Chumaki, Gemaki e un epilogo (Okusho).

Chiuderà il testo una parte prettamente esperienziale diretta dei rispettivi autori, che arricchirà di particolari e di spunti molto interessanti per chiarire ai lettori come il Ninjutsu non sia solo un insieme di tecniche e strategie, ma anche uno stile di vita.

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Leggende e folklore Giapponese – Gli Yōkai – Amikiri あ み き り 網 切

Gli Amikiri sono piccoli Yōkai simili a crostacei che assomigliano a gamberetti o aragoste, hanno infatti un corpo di forma allungata ricoperto da un guscio rosso e segmentato, un becco assomigliante a quello di un uccello e due artigli a forma di forbice al posto delle mani.

網剪(あみきり) - 言葉の隠れ家

Volano nell’aria come un pesce nuota nell’acqua e sono piuttosto schivi, infatti di rado si mostrano agli umani.

Come già detto gli Amikiri non interagiscono molto con gli umani (che non gradiscono affatto…),  inerente al motivo per cui sono chiamati “taglia rete”. Per qualche strana ragione, gli Amikiri amano tagliare le reti, indifferentemente che si tratti di una rete da pesca, di una porta o di una finestra o di un kaya, una zanzariera giapponese appesa.

Per questa loro “predisposizione” non sono affatto benvoluti dai pescatori che, vista la loro professione particolarmente dura non gradiscono vederla funestata dalle reti sminuzzate con grande precisione da questi Yōkai dispettosi.

L’Origine degli  Amikiri non è conosciuta, anche se esiste una grande somiglianza,  sia nel nome che nella forma con un altro Yōkai chiamato kamikiri. Le storie sugli Amikiri sono rare e il loro nome e la loro forma potrebbero effettivamente essere un gioco di parole; la parola ami significa “netto” in giapponese, ma è anche il nome di un tipo di minuscolo gambero.

Le leggende narrano di un pescatore che viveva nella prefettura di Yamagata che un giorno scoprì che la sua rete da pesca era stata strappata al punto da renderla inutililizzabile. Il primo pensiero andò immediatamente all’ Amikiri.

Il giorno successivo quindi, nascose con grande cura le sue reti in casa sua, dove non potevano essere trovate da alcuno Yōkai vagabondo. Quella notte, tuttavia, l’Amikiri si intrufolò nella sua stanza mentre dormiva e tagliò il kaya che il pescatore usò come coperta certo che in caso di allarme si sarebbe svegliato, con il risultato che al risveglio si trovò tutto il corpo coperto da dolorose punture di zanzara pruriginose.

Unì così il danno alla beffa… Mai fidarsi di un Amikiri!

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Ryōbu Shintō 両部新東 – La Setta Jikkōkyō

Una delle tredici sette dello Shintoismo prebellico. Jikkōkyō era basato su Fujidō, fondato da Hasegawa Kakugyō (nato a Nagasaki, 1541-1646) e conosciuto come uno dei numerosi culti montani della prima età moderna incentrati sul Monte Fuji ( Fuji shinkō ).

Fuji Sanctuary | Byakko Shinko Kai

Organizzato come Jikkōsha (Associazione Jikkō) in seguito alla Restaurazione Meiji dal decimo leader di Fujidō ( kyōshu ), Shibata Hanamori (1809-90), il gruppo fu uno di quelli che si sviluppò con un forte orientamento Shintoista moderno nel contesto dell’amministrazione governativa del periodo Meiji.
Diventando una setta religiosa indipendente con il nome Shintō Jikkōha nel 1882, il gruppo cambiò il suo nome lo stesso anno in Shintō Jikkōkyō, con Shibata che assunse l’ufficio come suo primo sovrintendente (kanchō ). Dopo la sua morte Udono Nakayuki gli succedette come leader, ma in seguito alla morte di Udono, il gruppo cambiò le sue regole in modo che i discendenti di Shibata Hanamori dovessero succedere alla posizione di leader religioso.

Il suo figlio maggiore Shibata Reiichi (1840-1920) divenne il dodicesimo leader del movimento, seguito da Shibata Magotarō (1871-1939) e Shibata Michinori (1900).
Nel 1940, il movimento ottenne lo status di organizzazione religiosa legale ai sensi della Legge sulle organizzazioni religiose (Shūkyō Dantaihō), mentre nel 1946 fu registrato come società religiosa ai sensi dell’ordinanza sulle società religiose del dopoguerra (Shūkyō Hōjinrei) e poi, in 1952, ai sensi della Legge sulle società religiose (Shūkyō Hōjinhō).
Prima della seconda guerra mondiale, il gruppo dirigeva le sue attività dal suo quartier generale a Shinjuku a Tokyo, ma quei quartier generali furono distrutti durante i raid aerei durante la guerra.

Nel 1948, il movimento trasferì la sua sede nella sua attuale posizione a Ōmiya, nella prefettura di Saitama. Il gruppo rende culto alle divinità Tensosanjin (alias Amatsu Miyamoto no chichi haha), che considera l’origine di tutte le cose nell’universo, insieme al Monte Fuji, che considera una montagna sacra dove risiede una manifestazione dello spirito di Tensosanjin.

Le sue attività sono finalizzate a realizzare l’unità spirituale delle divinità e degli umani, intraprendendo la “vera pratica” ( jitsu no gyō = jikkō) con una mente sincera e pregando per l’eternità del trono imperiale e il benessere di tutte le persone. 


 Sede: Prefettura di Saitama Appartenenza nominale: circa 110.000 (M)

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Ryōbu Shintō 両部新東 – La Setta Izumo Ōyashirokyō

Un movimento Shintoista settario fondato da Senge Takatomi (1845-1918) e incluso nelle originali tredici sette scintoiste prebelliche. Strettamente coinvolto nelle questioni dell’amministrazione religiose del governo nel periodo della Restaurazione Meiji e percependo le tendenze prevalenti di quelle politiche, Senge fondò l’Izumo Ooyashirokyō.

Senge Takatomi - Wikidata
Senge Takatomi 千家尊福

Dall’inizio del periodo moderno, i sacerdoti religiosi di livello inferiore ( oshi ) del Gran Santuario di Izumo erano stati a lungo impegnati in varie attività religiose per promuovere le virtù divine della divinità Izumo Ōkuninushi no ōkami. Oltre a distribuire vari emblemi talismanici religiosi ( shinsatsu) e eseguendo riti di preghiera magici, questi sacerdoti fornivano strutture di alloggio per i visitatori che venivano a visitare il santuario, mentre servivano da collegamento tra il Santuario di Izumo e i suoi devoti vari in tutto il paese.

Si può ritenere che le loro attività abbiano fornito le basi su cui è stata fondata la Setta Izumo Ōyashirokyō. Dopo la Restaurazione Meiji, e quando il governo Meiji ha iniziato ad attuare le sue politiche di riforma amministrativa religiosa, Takatomi ha risposto rivolgendo la sua attenzione alla riforma dell’organizzazione del Santuario di Izumo.

i riti dello shintoismo – Mondo Japan

Al fine di promuovere la diffusione della fede Shintoista incentrata sul culto del santuario di Izumo, Takatomi organizzò confraternite religiose (chiamate Izumo  o Kinoe-ne ) e altre associazioni settarie simili in varie aree.

Nel gennaio 1873, fondò la Izumo Ōyashiro Keishinkō (lett. “Associazione religiosa per venerare gli dei del Santuario di Izumo”). Inoltre, nell’agosto dello stesso anno, ampliò queste confraternite in un’organizzazione religiosa più ampia e chiese il permesso di formare l’Izumo Ōyashiro Kyōkai.

Nel 1878 fu fondata una filiale di Izumo Ōyashiro Kyōkai nel perimetro del Santuario Kanda di Tokyo, e nel 1882 le fu concesso lo status di indipendente come “Setta Shinto Taisha” (Shintō Taisha-ha).

Nel novembre di quell’anno cambiò nome in Shintō Taishakyō. Nel marzo 1882, Takatomi lasciò la carica di capo sacerdote al Santuario Izumo e si dedicò al suo ruolo di leader del nuovo movimento che aveva fondato, installandosi, nel 1884, come il primo leader di Shintō Taishakyō.

Takatomi si dimise da questo incarico nel 1888 per rivolgere la sua attenzione alle attività politiche, e suo nipote Senge Takaaki (1866-1919) divenne il secondo leader del movimento.

Alla fine del Taishō e all’inizio delle ere Shōwa (circa 1920), Senge Takamochi (1890-1954) assunse il ruolo di terzo leader mentre il gruppo espandeva i centri di proselitismo non solo all’interno del Giappone, ma anche all’estero, a Sakhalin, in Corea e a Taiwan, come così come in Manciuria e Hawaii.

Takamochi fu il suo leader fino alla sua morte nel 1954, subentrato come leader di Izumo Taishakyō da Senge Takanobu (leader dal 1964 fino alle sue dimissioni nel 1963), e poi da Senge Michihiko, che assunse la carica nel 1963.

Nel 1946 il movimento fu registrato come corporazione religiosa ai sensi dell’ordinanza sulle società religiose e su proclamazione della Legge sulle società religiose nel 1951, ha cambiato la sua affiliazione organizzativa per riflettere la sua venerazione dei Grandi Santuari di Izumo. Ha cambiato simultaneamente la lettura degli ideogrammi sino-giapponesi nel titolo, così che il movimento è diventato d’ora in poi noto come Izumo Ōyashirokyō. Nel dopoguerra, e in particolare dagli anni ’50 in poi, il numero di devoti e sacerdoti è diminuito rapidamente, anche se c’è stata una svolta più recente verso una rinnovata crescita. I membri del gruppo sono concentrati nella regionedel Kinki (l’area intorno a Osaka / Kyoto), nello Shikoku e nel Giappone occidentale.
Sede: Prefettura di Shimane.
Iscrizione nominale: circa 1.900.000.

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Gli Omikuji お み く じ

Quando fanno visita sia al tempio buddista (Otera お寺) o shintoista (Jinja 神社), è tradizione per i giapponesi fare l’estrazione di  Omikuji (お み く じ(Che letteralmente significa “lotteria sacra”) è il bigliettino che predice il vostro futuro, un piccolo oracolo consultabile vicino ai templi giapponesi, pescandolo da una scatola che viene prima scossa per bene.
Potrebbe letteralmente essere tradotto come “destino sacro”. In alcuni momenti della storia giapponese, gli omikuji  hanno avuto una grande influenza sul processo decisionale, poiché servivano per conoscere l’opinione del dio o del buddha su svariati argomenti.

Oggi, per la maggior parte delle persone è una semplice lotteria o anche un atto che viene compiuto per tradizione.

Per ottenerne uno, dobbiamo semplicemente fare una piccola offerta (generalmente 100 yen) e seguire le istruzioni che variano per ogni tempio o santuario. 

In alcune scegliamo direttamente da alcune scatole esposte quella che ci ispira di più o, in altre templi, estraiamo una canna di bambù da un contenitore metallico esagonale con un numero scritto su un’estremità, che ci dice da quale scatola dobbiamo scegliere il nostro Omikuji . 

Omikuji - Take Only Good Luck With You - DeepJapan

Attualmente possiamo trovare sistemi più moderni per ottenerli, tramite un distributore automatico o semplicemente lasciare l’offerta e prendere il nostro omamori , e vedere la traduzione in altre lingue (inglese, cinese e coreano sono le più comuni) dall’altro lato della carta.

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Quando i fogli vengono piegati o arrotolati, l’emozione è doppia nel momento in cui li si apre per leggerli. Una volta aperto, la prima cosa che vediamo è la previsione generale della nostra fortuna con lettere più grandi nella parte superiore o centrale del foglio, seguita da alcune previsioni di aspetti più specifici della nostra vita.

La previsione ottenuta ha i seguenti gradi di fortuna:

– Daikichi (大吉), ottima fortuna

– Chūkichi (中 吉), medio di buona fortuna

– Shōkichi (小 吉), buona fortuna leggera

– Kichi (吉), buona fortuna

– Kankichi (半 吉), significa buona fortuna

– Suekichi (末 吉), fortuna futura

– Kyō (凶), sfortuna

– Shōkyō (小 凶), leggera sfortuna

– Hankyō (半 凶), sfortuna

– Suekyō (末 凶), futura sfortuna

– Daikyō (大 凶), grande sfortuna

Oltre al grado di fortuna, l’omikuji predice anche la nostra fortuna in diversi aspetti della vita personale:

– Hōgaku (方 角), indicazioni vantaggiose o dannose (secondo i criteri del Feng Shui)

– Negaigoto (願 事), auguri personali

– Machibito (待人), persona attesa

– Usemono (失 せ 物), oggetti smarriti

– Tabidachi (旅 立 ち), viaggio

– Akinai (商 い), affari

– Gakumon (学問), studi

– Sōba (相 場), finanza

– Arasoigoto (争 事), controversie

– Renai (恋愛), relazioni amorose

– Tenkyo (転 居), cambio di residenza 

– Shussan (出産), nascite

– Byōki (病 気), malattie

– Endan (縁 談), proposte di matrimonio

Quando la previsione è sfortuna, va legata ad un pino situato nel tempio o santuario perché in questo modo la sfortuna sarà intrappolata in attesa nell’albero e quindi gli dei lo porteranno con sé e lo porteranno via da tu. La motivazione addotta per questa consuetudine è un gioco di parole sulla parola per “pino” ((松, matsu) ed il verbo “attendere” (待つ, matsu), quindi si presume che quando si lega la sfortuna, “aspetta” vicino all’albero invece di seguirci e “restare con noi”. Al giorno d’oggi, molti templi hanno spazi speciali dedicati alle persone che legano il loro omikuji con sfortuna, per non bistrattare così tanto quei poveri alberi, viste le centinaia di migliaia di bigliettini.

Prayer Tree - Kyoto | Holiday decor, Tree, Traveling by yourself

D’altra parte, se ottieni un omikuji che predice buona fortuna, puoi tenerlo e portarlo con te, magari nel portafoglio, in modo che la previsione si avveri, oppure puoi anche lasciarlo legato nel tempio o nel santuario per avere un effetto maggiore. Quest’ultima opzione ha la sua origine nel periodo Edo, quando l’albero era associato all’en wo musubu  (縁 を 結 ぶ)  che significa “connettersi con qualcuno”, in questo caso con il dio o Buddha a cui è dedicato il santuario o tempio.  Continuando con il gioco delle lettere, il verbo musubu  significa anche “legare” o “legare”, ed è per questo che alcuni legano il loro omikuji favorevole nel tempio o santuario, per legare la nostra fortuna al dio del tempio o santuario ed espandere la nostra fortuna.

Draw an “Omikuji” when you visit a temple or a shrine!

Come abbiamo già visto, in questo sistema la nostra fortuna è una lotteria. Anche se oggi parte del significato religioso è andato perduto, un popolo a cui piace così tanto sentirsi dire la sua fortuna come il giapponese, continua ad andare a consultare il proprio omikuji prima di qualche evento importante nella sua vita, come un esame. , una proposta di matrimonio, un cambio di lavoro, ecc.

Oltre a questi foglietti di predizioni, (riduttivamente paragonabili ai bigliettini trovati nei biscotti della fortuna),molto spesso sono riportati anche degli estratti di testi religiosi oppure poesie Waka o poesie Kanshi.

La parola Waka ( 和歌 ) si traduce come “poesia giapponese”, sono poesie composta da 31 sillabe seguendo una composizione di 5-7-5-7-7 sillabe; vengono utilizzate nei mikuji dei santuari shintoisti. Alcuni santuari utilizzano solo determinati waka, ad esempio quelli dedicati al kami Tenjin usano solo poesie scritte dal poeta Sugawara no Michizane (ovvero Tenjin prima di diventare una divinità). Altri, come il Meiji Jingu, non indicano la fortuna/sfortuna ma riportano solamente un waka scritto dall’imperatore o dall’imperatrice Meiji.

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Sanbao 三寶I tre tesori dell’Alchimia interna Taoista

Sanbao 三寶I tre tesori, tre gioielli, o Jing, Qi, Shen (Cinese: 精氣神; “essenza, qi, e spirito”), sono uno dei fondamenti teorici della Medicina tradizionale cinese, del Neidan o “alchimia interna” taoista, del Qigong e Tai chi.

Elementi di MTC Le Sostanze fondamentali (I.R.T.E.)

Nella tradizione cinese, i “Tre Tesori” sono le energie essenziali che sostengono la vita umana:

  • Jing 精 “essenza nutritiva, essenza; rifinito, perfezionato; estratto; spirito, sperma, seme”
  • Qi 氣 “vitalità, energia, forza; aria, vapore; spirito, vigore; attitudine
  • Shen 神 “spirito; anima, mente; dio, divinità; essere soprannaturale”

L’ordine jing-qi-shen è più comune delle varianti qi-jing-shen e shen-qi-jing.

Nel neidan, pratica dell'”alchimia interna” (Despeux 2008:563), la trasmutazione dei tre tesori è espressa con le parole: lianjing huaqi 鍊精化氣 “rifinire l’essenza nel respiro”, lianqi huashen 鍊氣化神 “rifinire il respiro nello spirito”, e lianshen huanxu 鍊神還虛 “rifinire lo spirito e revertire alla vuotezza”. Sia il Neidan che il Neo-Confucianesimo (Despeux 2008:564-5) distinguono i tre in xiantian 先天 “precedente al paradiso” e houtian 後天 “successivo al paradiso”, riferendosi a una Yuanjing 元精 “Essenza Originale”, Yuanqi 元氣 “Respiro Originale”, e Yuanshen 元神 “Spirito Originale”.

Anche nelle Kokyū Undō utilizzate nella nostra Scuola si enfatizza l’importanza della respirazione per l’accumulo di ki, così come nel Kikō questa energia vitale viene diretta attraverso una corretta gestione ed anche nelle medesime respirazioni esiste il concetto di Ki prenatale, Ki Celeste e Ki terrestre.

Come già scritto in un precedente articolo (https://kojinnomichi.wordpress.com/2020/04/12/il-ki-energia-vitale/ )il Ki (o Ching) L’essenza (ching) Secondo lo Shu wen, dizionario della dinastia degli Han, il « ching è il riso scelto, il riso raffinato », Il ching designava quindi un tempo il riso raffinato, la quintessenza di una data cosa, ed anche lo sperma, germe di vita. L’ideogramma reca a sinistra la chiave « riso », che suggerisce la qualità nutritiva del ching.

Questo termine era già stato usato nel Chuang T’si (IV secolo a.C}, dove è associato alla longevità.

Nel Nei Ching, trattato medico degli Han, ching assume tanto il significato di essenza seminale quanto quelli di quintessenza degli organi e di germe di vita. Cosi è detto nel Ling shu: «All’inizio, al concepimento, si forma prima l’essenza; formatasi questa, compaiono il cervello e il midollo ». Il Su wen definisce come segue i rapporti tra l’essenza e il soffio: «Lo Yang è soffio, lo Yin è sapore. Insieme creano il Ki.

Secondo lo Shu wen questo termine designa i vapori che si alzano. Vi sono quattro grafie diverse di esso. La prima 氣 è formata dall’elemento «vapore» sotto il fuoco. La troviamo nell’editto dei Chou sulla circolazione del soffio, pubblicata e studiata da Kuo Moruo. La seconda è un’antica grafia formata dalla negazione in alto e dal fuoco in basso. A partire dalla dinastia dei Song è usata per designare il soffio del cielo anteriore in opposizione al soffio del cielo posteriore ed è scritto secondo la grafia corrente. La terza grafia è costituita unicamente dall’elemento vapore (), ed era usata soprattutto nello stile calligrafico Li shu. L’ultima, e la più corrente, è costituita dall’elemento vapore sovrastante l’elemento riso (  米 ) è il soffio nella sua funzione nutritiva. In questo nostro testo designa il soffio del cielo posteriore, cioè il soffio della respirazione. Ogni traduzione sarebbe del tutto inadeguata per esprimere questi tre concetti e tutta la ricchezza dei loro contenuti. L’uso è di tradurre il Chi interno con «energia », specialmente nei testi medici.

E’ più correetto attenersi al termine « soffio », poiché il Chi esterno, o soffio della respirazione, non è di natura differente dal Chi interno, o soffio interno.

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